Clima: apocalittico innalzamento dei mari sommergerà molte città

Clima e livello mare
Clima e livello mare

Lo scenario apocalittico che si profila a causa del clima non è una novità, i cambiamenti climatici stanno pian piano corrodendo i ghiacciai e questi sciogliendosi fanno innalzare il livello dei mari, molte città costiere saranno inesorabilmente sommerse e spariranno dalla geografia mondiale.

Due studi, di Science e di Pnas, fanno un quadro abbastanza deprimente del futuro dell’umanità. Il clima sta cambiando in modo progressivo, fenomeni estremi e catastrofici sono sempre più frequenti toccando anche zone inusuali, la temperatura media della Terra a causa dell’effetto serra sta inesorabilmente innalzandosi, i ghiacci millenari si stanno sciogliendo e questo fa alzare il livello dei mari. Molte città costiere come New York, New Orleans, Miami, Shangai, Londra, Venezia, per citarne alcune, saranno sommerse dall’acqua del mare che inghiottirà un’area che oggi ospita più di 1 miliardo di persone. Purtroppo alcune aree sono già condannate indipendentemente da quello che si riuscirà a fare per ridurre l’emissione di CO2 ed il riscaldamento globale, come ad esempio New Orleans e Miami, finiranno sommerse entro questo secolo. Continuando di questo passo sul fronte delle emissioni di gas serra, inoltre, entro dieci anni oltre 50 milioni di persone si trasformeranno in “rifugiati climatici“, in fuga dai disastri provocati da riscaldamento globale e desertificazione.

Ma è già troppo tardi per porre rimedio? Secondo Benjamin Strauss, ricercatore di Climate Central e autore principale dello studio, non è troppo tardi: “Nella nostra analisi, molte città hanno un futuro che dipende dalle nostre scelte sul carbonio, ma alcune appaiono già perse”. Secondo gli scienziati un netto cambio di rotta in termini di emissioni di CO2 e gas serra potrebbe ancora salvare molte zone, almeno per questo secolo. Lo scenario peggiore è disegnato dalla co-autrice dello studio, Ricarda Winkelmann: “Se dovessimo bruciare tutte le riserve di combustibili fossili, questo eliminerebbe la calotta antartica e provocherebbe un innalzamento permanente del livello del mare senza precedenti nella storia umana, probabilmente di oltre 60 metri“. Città come Tokyo, Hong Kong, Shanghai, Calcutta, Amburgo, Londra e New York e anche buona parte della penisola italiana, sarebbero solo un ricordo sommerso dal mare. Nell’anno della conferenza di Parigi e dell’accordo sul clima firmato al G7 di Elmau, si deve constatare che il consumo continuo di combustibili e la produzione di emissioni CO2 ai ritmi attuali, poterà nel giro di una decina di anni al “collasso climatico”.

Come se non bastasse, arriva anche un conseguente allarme agricoltura. La desertificazione, la deforestazione e l’inquinamento stanno minando l’agricoltura, secondo il report diffuso da The Economics of Land Degradation, nei prossimi dieci anni sarà inutilizzabile il 52% del suolo arabile. Sono circa 2,6 miliardi le persone nel mondo che derivano il loro sostentamento dalla sola agricoltura e che presto potrebbero essere costretti a migrare verso altre zone per sopravvivere. Si prospetta nel corso dei prossimi 25 anni una riduzione del 12% del cibo disponibile e un aumento medio del 30% sul prezzo degli alimenti.

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