La sonda Juno si avvicina a Giove dopo quasi 5 anni di viaggio

Obiettivo Giove. Nel mese di luglio la sonda Juno, lanciata il 5 Agosto 2011 da Cape Canaveral, USA, raggiungerà il pianeta più grande del sistema solare. E’ la missione di ricognizione più importante mai fatta verso il gigante gassoso, talmente grande che potrebbe contenere un migliaio di pianeti come la Terra.

Sonda Juno verso Giove
Sonda Juno verso Giove

La sonda Juno è una missione della NASA lanciata per studiare il campo magnetico di Giove collocandosi in un’orbita polare con periodo di 11 giorni. Con questa missione ci si aspetta di scoprire molto sui campi gravitazionali e magnetici di Giove, oltre che sulle regioni polari della magnetosfera. La sonda Juno lanciata il 5 agosto 2011 a bordo di un razzo Atlas V dalla Cape Canaveral Air Force Station, in Florida, USA, rimarrà in orbita per quasi due anni ed esplorerà l’atmosfera di Giove per scoprire quali sono i componenti principali, anche se sappiamo già che per la maggior parte è composto da idrogeno ed elio. La traiettoria studiata per la missione ha previsto un fly-by della Terra nell’ottobre del 2013, in cui è stato sfruttato l’effetto fionda gravitazionale per fornire l’incremento di velocità necessaria a raggiungere Giove. L’arrivo avverrà approssimativamente 5 anni dopo il lancio, nel luglio 2016. La missione si concluderà nel 2017, dopo il completamento di 32 orbite attorno a Giove e l’analisi dei dati avverrà durante il 2018.

L’astronomo William Louis Haun traccia un profilo dell’enorme pianeta: Giove è praticamente fatto di gas con un nucleo roccioso o metallico, non vi è alcuna superficie su cui mettere i piedi. Si potrebbe appoggiarli sul suo nucleo, ma questo è impossibile perché la pressione sarebbe troppo grande. Quindi, qualsiasi oggetto ci arriva e sta entrando in esso, sarà probabilmente completamente distrutto. Lì sotto è come se ci fossero nuvole, ma con molte tempeste e fulmini, o cose del genere. Giove ha una massa due volte più grande di tutti gli altri pianeti messi insieme. Se avesse avuto più di massa, avrebbe potuto trasformarsi in una stella. Avremmo avuto un sistema binario, due stelle: il Sole e Giove. Avremmo una configurazione completamente diversa nel nostro sistema solare. Forse non ci sarebbe vita sulla Terra e forse non esisterebbe nemmeno. Giove, inoltre, emette più radiazioni rispetto a quanto ne riceve dal Sole. Questo incuriosisce scienziati.

“C’è un meccanismo che innesca questo rilascio di energia e non sappiamo cosa è”, dice Haun. Una possibilità ipotizzata dagli astronomi è che, siccome il nucleo di Giove è metallico, il pianeta avrebbe delle contrazioni, generando così più calore di quello che ne deriverebbe dalla stella. Poiché è così grande, Giove può attrarre comete e asteroidi che potrebbero raggiungere invece altri pianeti, come la Terra. Si tratta di una sorta di protettore della vita sulla Terra, una specie di parafulmine galattico. Nel luglio 1994, per la prima volta nella storia, è stato registrato uno scontro tra due corpi celesti. La cometa Shoemaker-Levy 9 si avvicinava a Giove ma l’attrazione gravitazionale del pianeta è molto grande e, di conseguenza, ha causato la frammentazione della cometa in 22 parti, che sono caduti sul pianeta. “E’ stato il primo impatto nello spazio cui abbiamo assistito” ha evidenziato Haun.

Il pianeta gigante suscita molte altre curiosità che la sonda Juno cercherà di soddisfare. Essendo un pianeta gassoso ruota molto velocemente intorno a se stesso. Un giorno intero di rotazione dura circa 10 ore. Le nuvole si muovono ad una velocità di oltre 1500 km / h. Sulla Terra sarebbe una cosa assurda, nessuno riuscirebbe a stare in piedi, sarebbe un disastro. La Grande Macchia Rossa, il marchio principale del pianeta, è un enorme uragano celeste, dentro si adatterebbero tre Terre. Ci sono venti molto forti che formano una specie di tromba d’aria. L’astronomo planetario spiega che la missione della sonda Juno non si aspetta di trovare la vita su Giove. Ma come sarebbe un Gioviano? Su Internet, usando la fantasia, ci sono diverse immagini che ipotizzano come potrebbe essere la vita sul pianeta, in base alle sue caratteristiche. Louis William Haun ha riso sul presunto gioviano. “Su Internet ci sono diverse immagini. Sarebbe tipo meduse nell’atmosfera, esseri galleggianti. Ma è molto difficile pensare a questo, la pressione sul pianeta è molto grande. Dovrebbe essere una forma di vita con caratteristiche molto diverse da quelle che si trovano sulla Terra. Noi non potremmo stare lì. La nostra struttura ossea non è adatta per questo. Dovrebbe essere un qualcosa di malleabile”. spiega.

Dopo Marte e Plutone, l’esplorazione del cosmo prosegue, da luglio quindi si apre una nuova finestra spaziale con obiettivo il gigante gassoso Giove.

 

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