Gli Italiani sono poveri, anche Istat se ne accorge, Renzi no

Sono arrivati i dati Istat a certificare, caso mai ve ne fosse bisogno, che gli italiani sono poveri, sciorinando numeri da terzo mondo, una vera vergogna!

Poveri alla mensa Caritas
Poveri alla mensa Caritas

Ma se i numeri dell’Istat certificano che siamo messi molto male, questi non danno una idea corretta sulla realtà drammatica che molte persone vivono perché basati su presupposti e cifre molto aleatorie e generalizzate. Se si guarda più nel dettaglio si scoprono aspetti più crudi e drammatici che il governo continua ad ignorare, aggiungendo (ironicamente o beffardamente?) che non è vero che gli italiani sono poveri, gli italiani sono più ricchi, che si è tornati a spendere, che tutto va bene madama la marchesa. Le solite promesse preelettorali non funzionano anche perché non sono mantenute ed i risultati dei famosi 80 euro sono stati più deleteri che di aiuto e non hanno risolto nessun problema anche perché si è voluto “aiutare” una categoria che esattamente povera non può definirsi, almeno secondo i dati Istat, aggiungendo una ulteriore umiliazione per il cittadino escluso. Come vedremo dai numeri Istat, le persone più povere o a rischio povertà sono, manco a dirlo, i pensionati. Le pensioni minime e le sociali sono ben al di sotto del cosiddetto limite di sopravvivenza. Il 63,4% dei pensionati percepisce un importo medio mensile inferiore a 750 euro, mentre oltre 2 milioni sono sotto i 500. Praticamente, sei pensionati su dieci (escludendo quelli più fortunati che hanno una casa di proprietà) vivono percependo dallo Stato quello che gli serve per pagarsi un affitto e forse qualche bolletta, e per tutto il resto sono aiutati da figli o altri parenti. Quelli ancora meno fortunati che non hanno figli o parenti disponibili all’aiuto (e ce ne sono tanti!), sono costretti per mangiare a rivolgersi alle opere caritatevoli, vedi Caritas, o a ridurre l’alimentazione. Sopravvivono a stento e qualcuno neanche ci riesce perché muore di stenti e di umiliazioni.

Le cifre nude e crude dell’Istat dicono che gli italiani sono poveri: ben 4,6 milioni di italiani sono in povertà assoluta! Record dal 2005: il 7,6% dei residenti nel 2015 è considerato povero, rispetto al 6,8% del 2014 e al 7,3% del 2013. In aumento al Nord. Nel 2015 l’Istat stima che le famiglie in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 milione e 582 mila. E oltre 50mila sono le persone senza fissa dimora. Ma cosa vuol dire, secondo l’Istat, essere poveri? Ci sono due parametri diversi. La povertà relativa viene calcolata sulla base di una soglia convenzionale che individua la spesa per i consumi al di sotto della quale una famiglia viene definita povera in termini relativi. La soglia di povertà per una famiglia di due componenti è risultata nel 2015 pari a 1.050,95 euro (+0,9% rispetto al valore della soglia nel 2014, 1.041,91 euro). Le famiglie composte da due persone che hanno una spesa mensile pari o inferiore a tale valore vengono classificate come povere. Più articolato il calcolo di coloro che si possono definire poveri assoluti. Poveri in questo caso sono definiti coloro che non riescono ad accedere ad alcuni fabbisogni essenziali: un’alimentazione adeguata, la disponibilità di un’abitazione e del minimo necessario per vestirsi, comunicare, informarsi, muoversi sul territorio, istruirsi e mantenersi in buona salute. Ad esempio, per un adulto della fascia 18-59 anni che vive solo, la soglia di povertà assoluta è pari a 819,13 euro mensili se risiede in un’area metropolitana del Nord, a 734,74 euro se vive in un piccolo comune settentrionale, a 552,39 euro se risiede in un piccolo comune del Mezzogiorno. Naturalmente sono numeri e non realtà in quanto sappiamo benissimo che serve di più oggi per sopravvivere decentemente. Un esempio reale: un pensionato sociale di 67 anni che vive da solo in una media città del Mezzogiorno percepisce 460 euro mensili di pensione. Per l’affitto spende 250 euro, per spese di luce, gas, acqua, telefono, condominio e altre piccole spese, spende 95 euro, gli rimangono ben 115 euro per alimentazione, vestiario, trasporti e medicine non mutuabili, sperando che non accadano imprevisti. Dove e come si può vivere con queste cifre? Dal 2008 ad oggi le famiglie italiane hanno ridotto drasticamente i propri consumi: 11% per gli alimentari, 28,8% per le cure e la salute.

Purtroppo è la drammatica verità, gli italiani sono poveri ed i dati sembrano dimostrare che andiamo sempre peggio e la colpa di questa situazione non è certamente degli immigrati, come qualcuno strilla, la colpa è dello Stato, del Governo che non fa nulla per risolvere questa situazione. Quando vengono fuori i numeri, sebbene inferiori alla realtà, appaiono le solite dichiarazioni: “Una vergogna nazionale, che dimostra come in questi anni non si sia fatto nulla per ridurre le diseguaglianze e aiutare chi ha più bisogno”, ha commentato l’Unione Nazionale dei Consumatori. “I dati sulla povertà diffusi oggi dall’Istat umiliano l’Italia e gli italiani e dimostrano l’esigenza di interventi concreti per salvare migliaia di famiglie dal baratro”, è stato il commento di Codacons. Ma loro, hanno fatto o stanno facendo qualcosa per spingere Renzi ed il suo Governo a fare qualcosa per chi si trova in condizioni così precarie ed umilianti?

 

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