La tragedia del transatlantico Titanic, quale verità?

L’affondamento del transatlantico Titanic è avvenuto nella notte tra 14 e 15 aprile del 1912 e ha causato la morte di 1.514 passeggeri della sfortunata nave. Recentemente è stato pubblicato un video che ricostruirebbe la tragedia, almeno quella ritenuta più veritiera, quella “ufficiale”, ma è andata veramente così? Dopo oltre 100 anni ci sono ancora dubbi ed incertezze e un alone di mistero e cospirazione aleggia su quella notte. Abbiamo raccolto qui e là nel web il materiale che vi proponiamo sulla vicenda del celebre transatlantico affondato.

titanic
Transatlantico Titanic

Quale sarebbe stata la causa dell’affondamento del transatlantico Titanic? Ufficialmente a causa della collisione con un enorme iceberg sbucato dal buio dell’Oceano Atlantico. L’ultima “verità” sarebbe che non l’eccessiva velocità, come si ripete da decenni, ma una manovra errata del timoniere sarebbe stata all’origine della sciagura del Titanic, costata la vita ad oltre 1500 passeggeri. Dopo la teoria, sostenuta da Robin Gardiner, secondo cui dietro l’affondamento del transatlantico vi sarebbe stata addirittura una frode assicurativa, e dopo le voci che vogliono la nave della White Star Line silurata dal missile d’un sommergibile, mesi addietro è emersa un’altra verità alternativa alla versione ufficiale. A sostenerla è stata Lady Louise Patten, nipote di Charles Lightoller, secondo ufficiale del Titanic sopravvissuto alla sciagura, il quale avrebbe raccontato apertamente, tra le mura domestiche, una storia un po’ diversa da quella del gigantesco iceberg sbucato da nulla e impossibile da evitare per una nave di 270 metri ma provvista di un timone, com’è stato accertato, troppo piccolo e inefficiente. Secondo Lady Patten il transatlanticoTitanic sarebbe affondato perché Hitchins, il timoniere, quando il primo ufficiale William Murdoch avvistò l’iceberg e diede l’ordine di virare, preso totalmente dal panico girò la nave dalla parte sbagliata. Una versione, questa, che sarebbe stata tenuta volutamente nascosta fino ad oggi per ragioni, manco a dirlo, economiche: se resa nota a ridosso del disastro avrebbe infatti mandato sul lastrico la compagnia White Star Line, proprietaria della nave. Anche perché in prima classe, a bordo del transatlantico in quel fatidico aprile 1912, i potenti non mancavano: c’erano il milionario John Jacob Astor e consorte, la contessa di Rothes, il colonnello Archibald Gracie, l’attrice Dorothy Gibson, il ricchissimo Benjamin Guggenheim, la stilista Lady Lucile Duff Gordon, i coniugi Strauss, proprietari dei magazzini Macy’s. La crème dell’alta società dell’epoca, insomma.

La tesi dell’errore umano, dunque, appare credibile, a differenza di tutta una serie di leggende che, per quanto curiose e paradossalmente credibili, rimangono tali e del tutto prive di riscontri. La più assurda tra queste vuole che non solo l’affondamento, ma pure la stessa costruzione del Titanic sia stata oggetto di un complotto. Dietro al quale ci sarebbero stati i Gesuiti, interessati, con la complicità di Edward Smith, Capitano della nave a sua volta affiliato alla setta assassina, a togliere di mezzo i già citati potenti Astor, Guggenheim e Strauss, tutti scomodi oppositori della Federal Reserve System, che sarebbe stata istituita di lì a poco, nel dicembre 1913. Potrebbe essere un romanzo di Dan Brown, ma appare solo una storia appartenente alla teoria della cospirazione. Tuttavia, se non di misteri veri e propri, quanto meno delle ombre e delle coincidenze curiose nella tragedia del transatlantico Titanic ci sono. Il primo dei misteri riguarda una nave fantasma che numerosi naufraghi del transatlantico videro all’orizzonte la notte dell’affondamento senza che questa, inspiegabilmente, accorresse a prestare loro soccorso. E dire che pareva vicina, molto vicina. Tanto che gli ufficiali Boxhall e Rowe tentarono di inviare segnali dapprima col faro e poi coi razzi. Tutto inutile: la misteriosa imbarcazione rimase lontana e indifferente. Gli storici sono convinti che si trattasse della nave Californian, che in quelle ore notturne pare sostasse nei paraggi a macchine ferme per timore dei ghiacci. E le ragioni per cui quella nave non si mosse verso il Titanic sarebbero due: l’oggettiva impossibilità di stabilire contatti, dovuta al sonno dell’operatore radio della Californian, stremato dalle dodici ore lavorative quotidiane, e il mancato riconoscimento delle segnalazioni lanciate anche via razzo dal transatlantico in difficoltà. Dal momento però che i razzi partiti dal Titanic avrebbero dovuto essere assolutamente visibili, la mancata risposta della Californian si può spiegare solo in due modi: o, come qualcuno suppone ricordando come i razzi in questione fossero colorati e non bianchi, l’allarme lanciato dalla nave della White Star Lineè stato scambiato per un’esibizione pirotecnica, oppure la nave misteriosa era un’altra. Pare, a questo proposito, che nel corso degli anni molte persone si siano fatte avanti dichiarando d’essere state, quella notte, a bordo della misteriosa nave, il Samson, un veliero norvegese che pare stesse navigando illegalmente nell’area. Ma la verità sulla nave misteriosa, di fatto, pare ormai irraggiungibile. Ma la verità sull’affondamento del transatlantico Titanic, sul quale circolano, oltre a quelle ricordate, altre affascinanti leggende, potrebbe essere un’altra, quella raccontata Lady Louise Patten. Almeno in parte. Perché l’errore umano più grande non è stato commesso né dal timoniere Hitchins, né da Lightoller o da altri marinai del transatlantico. Il vero errore, infatti, è stato forse un altro. E cioè costruire un colosso d’acciaio lungo come tre campi da calcio e crederlo inaffondabile. La presunzione umana, è stata questa la prima ragione per cui quell’incredibile imbarcazione, ancora prima di salpare da Southampton, aveva in qualche modo il destino già segnato. Quel giorno, alla partenza dalla costa inglese, un marinaio della nave disse alla signora Caldwell, una passeggera:”Nemmeno Dio potrebbe fare affondare questa nave”. Ma sappiamo cosa accadde quattro giorni dopo…

Quanto alle coincidenze, la più impressionante riguarda una premonizione del disastro descritta con quattordici anni di anticipo. Nel 1898 uscì un breve romanzo dal titolo “Futility, or the Wreck of the Titan” nel quale l’autore, Morgan Robertson, raccontava l’emozionante vicenda di una grande nave passeggeri che andava ad urtare un iceberg nel Nord Atlantico e si inabissava, causando la morte di moltissime persone che erano a bordo del vascello. La nave in questione si chiamava :”Titan”. A prima vista la somiglianza del nome Titan e Titanic e il fatto che la vicenda sia così simile potrebbe apparire come una curiosa coincidenza. Se però andiamo ad analizzare nel dettaglio e ci mettiamo a confrontare le due vicende quella romanzesca e quella reale scopriamo forse “troppe” coincidenze.

Caratteristica TITAN TITANIC
Stazza nave 45.000 tonnellate 46.328 tonnellate
Lunghezza nave 244 metri 269 metri
Eliche ed alberi 3 e 2 3 e 2
Navigazione 25 nodi 24 nodi
Passeggeri imbarcabili 3.000 3.000
Potenza motori 40.000 cavalli 46.000 cavalli

Entrambi i piroscafi erano di proprietà di una compagnia di Liverpool e avevano la fama di inaffondabile; avevano entrambi un numero insufficiente di scialuppe di salvataggio; entrambe le navi rappresentavano la più grande imbarcazione mai costruita fino ad allora; entrambe le navi urtarono un iceberg nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico a circa 400 miglia nautiche da Terranova. Impressionante, vero? Ma è possibile che tutto questo sia solo una coincidenza? Cosa può essere accaduto? Ad oggi è davvero difficile rispondere a questa domanda, dal momento che lo stesso Robertson, a seguito del naufragio del transatlantico Titanic, preferì non fornire risposte in merito. Da quel momento in poi fu attribuito allo scrittore statunitense l’appellativo di chiaroveggente, anche se Robertson è sempre stato contrariato all’utilizzo di tale aggettivo riferito alla sua persona. Di conseguenza però in assenza di dichiarazioni da parte del diretto interessato in merito alla vicenda che vide protagonista l’inaffondabile nave inglese, non si può far altro che avanzare ipotesi.

E’ davvero difficile poter capire come il romanzo di Robertson prefiguri in maniera così dettagliata il naufragio del Titanic. Da un punto di vista statistico, tuttavia, risulta altamente improbabile che si tratti di pura coincidenza, anche se pensare che dietro tutto questo ci possa essere altro è davvero pazzesco. Qualcosa che avvalorerebbe la teoria del complotto è legata alla lista passeggeri e rimane inspiegabile e misteriosa anche la vicenda di un sopravvissuto al naufragio, Raimondo Vitillo. Scorrendo la lista dei passeggeri, si scopre che Sir William Pirrie, primo Visconte Pirrie, presidente di Harland and Wolff cancellò il viaggio all’ultimo minuto, e Milton S. Hershey, fondatore della Hershey Company, Henry Clay Frick, Theodore Dreiser, Guglielmo Marconi, Edgar Selwyn, e Alfred Gwynne Vanderbilt avevano previsto di viaggiare sul Titanic, avevano comprato il biglietto, che costava molto caro, ma cancellarono il viaggio all’ultimo momento. Perché? Il finanziere gesuita J. P. Morgan che costruì il Titanic all’ultimo anche lui non si presentò al viaggio inaugurale. Forse già sapeva che sarebbe stato un viaggio di sola andata? John Jacob Astor IV, membro di spicco della ricca dinastia degli Astor, una delle persone più ricche al mondo in quel momento, era un passeggero di prima classe insieme ad altri notabili. Tra i passeggeri di prima classe, dove si salvarono prima le donne e i bambini, la percentuale di uomini di affari e notabili salvati è assai elevata, 57 uomini salvi su 118 vittime, per cui si capisce che è alquanto strano che Astor, il passeggero più abbiente del Titanic, fu lasciato a bordo a morire per dare la precedenza a donne e a bambini mentre altri notabili uomini meno importanti furono fatti salire sulle scialuppe di salvataggio. Cospirazione? Può darsi, ma getta un’ombra sinistra sulla vicenda.

“Il Titanic non è affondato per la collisione con un iceberg nella notte tra il 14 e 15 aprile 1912 perché è stato speronato da un piroscafo che batteva bandiera olandese o svedese”, l’ha sempre raccontato Raimondo Vitillo, nato ad Ariano Irpino il 14 maggio 1888 e deceduto ad 88 anni sempre nella sua città natale, uno dei pochi superstiti dall’affondamento del transatlantico Titanic. Una versione tramandata al figlio Carmine che vive a Seregno da oltre cinquant’anni e che l’ha ascoltata sia quand’era bambino con interesse e stupore che da adulto con maggior cognizione. “Mio padre tutte le volte che tornava sull’argomento non ha mai cambiato versione, neppure nei piccoli particolari perché quell’episodio è rimasto scolpito in maniera indelebile nella sua mente. Uscito sul ponte a prendere un po’ d’aria ha udito tre forti fischi, poi un forte boato e visto un piroscafo che se ne andava non riuscendo a distinguere se la bandiera era olandese o svedese. Ma di aver visto un iceberg non ha mai fatto menzione. Al rientro dopo il naufragio aveva scritto più lettere all’ambasciata raccontando la vera storia di cos’era accaduto quella notte sul Titanic, ma non ha mai avuto risposta” ha dichiarato Carmine. Anche questa è cospirazione? Ci sono varie storie e leggende sulla vicenda, quale sarà la vera storia? Ci sono grosse ombre e contraddizioni sulla tragedia che gli oltre 100 anni trascorsi non sono serviti a dissipare, come se vi fosse una terribile e sconcertante vicenda da nascondere e proteggere a dispetto delle oltre 1500 vittime di quel naufragio.

 

 

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