E se la vera storia della Umanità fosse questa?

La storia della Umanità, così come ce l’hanno insegnata sin da bambini, ha sempre sollevato dubbi sulla sua veridicità in numerosi studiosi e ricercatori, i quali credono che sia diversa sin dalle origini e che molto c’è ancora da sapere e scoprire basandosi su testi antichissimi e racconti tramandati da generazione in generazione in tutto il mondo.

Creazione aliena
Creazione aliena

Iniziando dall’uomo, la teoria di Darwin fa acqua e non giustifica un salto intellettivo e formativo di almeno 400 mila anni avvenuto improvvisamente nell’uomo primitivo. Moltissimi ritrovamenti archeologici dimostrano che l’uomo è apparso sulla Terra molto tempo prima di quello supposto dalla scienza ufficiale e che varie civiltà si sono succedute sul nostro pianeta, cosa volutamente del tutto ignorata dagli studiosi classici. Molti artefatti, per attenerci solo alle cose semplici, sono stati catalogati come OOPARTS (oggetti fuori del tempo) perché ritenuti “impossibili” dalla scienza ufficiale per l’epoca e quindi accantonati, ignorati, per non palare dei ritrovamenti fossili che smentiscono in modo clamoroso le supponenti datazioni degli studiosi classici, come se non esistessero. Una impronta di uomo moderno insieme ad una impronta di dinosauro, pitture rupestri che testimoniano la presenza di “esseri diversi” in epoche definite remote con la datazione al carbonio 14. Clamorose scoperte in fondo al mare che ci riferiscono di antiche civiltà quando il mare non ricopriva quei luoghi, anche queste ignorate, antichi testi che parlano di dèi poderosi che dominavano il mondo e di dèi creatori, coloro che hanno creato l’Homo Sapiens, che hanno innescato la scintilla del sapere nel futuro genere umano. Impossibile. Ed allora? E’ tutto sbagliato? Abbiamo dei reperti di epoca diversa e di dislocazione diversa che raccontano una storia della Umanità diversa, una storia che sarebbe iniziata almeno 450 mila anni fa. Per potere apprezzare ed accostare le varie storie raccontate da popoli lontani migliaia di km l’uno dall’altro e che probabilmente non sono mai entrati in contatto tra loro, bisogna innanzi tutto sgombrare la mente da preconcetti saccenti e poi apprezzare il bello della storia, quella che potrebbe essere la vera storia della Umanità.

Iniziamo con un testo antichissimo che si perde nella notte dei tempi, un libro molto particolare, il “Libro di Dzyan”, un libro misterioso e leggendario di cui si hanno notizie in antiche tradizioni e che è stato in qualche modo raccontato dalla teosofa russa Helena Petrovna Blavatsky, unica persona ad averlo visionato in Tibet nel 1868 presso un monastero a Lhasa ed averne poi rivelato il contenuto nella sua opera in versi “Le stanze di Dzyan”. Si pensa che la copia originale del “Libro di Dzyan”, di cui esistono forse anche dei codici posteriori, non consisterebbe in un libro vero e proprio, come noi lo intendiamo, fatto cioè di pagine riempite da caratteri destinati alla lettura, bensì sarebbe una sorta di oggetto “magico” il cui contenuto verrebbe compreso intuitivamente, per via telepatica, da coloro i quali vi poggiano sopra la mano sinistra, ma solo a determinate condizioni: in particolare, quella di possedere una mente ed un cuore sgombri da secondi fini o desideri impuri. Tale, infatti, è la descrizione che la teosofa russa fa di questo libro considerato “maledetto” e lo rappresenta con i suoi grandissimi fogli di colore nero e densi di simbolismi a caratteri d’oro zecchino, un libro colossale, pesantissimo, chiuso alla maniera tibetana tra due spesse tavole, ma sono tavole di oro purissimo magistralmente cesellate. La teosofa russa sosteneva che esso era scritto in una lingua pre-ariana ora completamente dimenticata, il “senzar” e che esso sarebbe stato dettato agli Atlantidi da esseri divini. Gli Atlantidi sarebbero i membri della quarta razza “creata” sul nostro pianeta dagli dèi “costruttori” provenienti dallo spazio, e poi distrutta da una immensa catastrofe e sommersa dalle acque di un grande Diluvio. La descrizione che la Terra si ribaltò è quanto mai veritiera. Il papiro Haris (1.300 a.C.) fa riferimento ad una “catastrofe di fuoco e di acqua che provocò il rivoltarsi della Terra”; il papiro Ipuwer (1.250 a.C.) precisa che “il mondo prese a girare a rovescio come se fosse una ruota del vasaio e la Terra si è capovolta”; il papiro Hermitage (1.700 a.C.) afferma che “il mondo si è capovolto” e per finire l’antichissimo testo indù “Visuddhi Magga” sostiene che la Terra venne “scrollata”, si capovolse e un ciclo del mondo ne rimase distrutto. La razza attuale, alla quale noi apparteniamo, sarebbe la quinta della serie creata dagli déi costruttori. Il termine “Dzyan” deriva certamente da “Dhyâni”, gli déi planetari. Una evoluta civiltà planetaria decide di colonizzare la Terra e creare una razza (umana) a loro immagine e somiglianza. Secondo il “Libro di Dzyan”, i primi uomini della Terra erano discendenti dai Celesti o Pitris, provenienti dalla Luna. Il testo descrive l’evoluzione dell’uomo dalla prima razza fino alla quinta (la nostra)  e si ferma alla morte di Krishna avvenuta cinquemila anni fa. Dopo alcuni tentativi andati male, gli déi riescono ad infondere “anima e sapienza” al loro “prodotto”, alla quarta razza, poi totalmente distrutta. Tornati sulla Terra dopo il disastro planetario, gli déi creano la quinta razza. Potrebbe essere racchiuso qui l’inizio della storia della Umanità?

Incredibilmente troviamo qualcosa di simile lontano dal Tibet, esattamente in Mesopotamia, dove in epoca antichissima, esisteva un grande popolo, che aveva grandi conoscenze scientifiche e che ha tramandato la sua storia, dagli albori, trascrivendola su numerose tavolette di argilla usando una scrittura poco conosciuta e primordiale, la cuneiforme, erano i Sumeri. In epoca moderna, un ricercatore e scrittore di origini azere naturalizzato statunitense, Zecharia Sitchin, riuscì a tradurre le tavolette sumere risalenti a più di 3500 anni fa e scoprì il Vaso di Pandora della storia della Umanità. Sitchin, a causa delle sue traduzioni scomode, fu tacciato di visionario, di pazzo, di incompetente, come sempre accade a chi va contro i dettami della archeologia e della storia classica. Sapete cosa raccontavano le tavolette sumere? La storia dell’uomo! Sitchin ha fatto riflettere e discutere sugli scenari apparentemente inverosimili ipotizzati in merito alle origini della razza umana. Sosteneva che la razza umana discendeva dagli originari abitanti del lontano pianeta Nibiru, gli Anunnaki. Nibiru sarebbe un pianeta errante che avrebbe una traiettoria ellittica, molto simile a quella delle comete, e orbiterebbe intorno al nostro Sole in 3600 anni passando tra le orbite di Marte e Giove nel punto più vicino al Sole. In uno di questi avvicinamenti alla Terra, circa 450 mila anni fa, un gruppo di scienziati Anunnaki ha colonizzato il pianeta con lo scopo di estrarre l’oro di cui era molto ricco. La polvere d’oro serviva per irrorare l’atmosfera del loro pianeta notevolmente danneggiata. Poiché il lavoro nelle miniere era faticoso pensarono di “costruire” un lavoratore o schiavo (lulu, o uomo). Utilizzarono così gli ominidi presenti sul pianeta mischiando con loro il proprio DNA con un intervento di ingegneria genetica, crearono così un ibrido e lo misero a lavorare nelle miniere nel sud-est dell’Africa. La razza che ne nacque era l’Homo Sapiens (circa 400 mila/200 mila anni fa) derivato dall’Homo Erectus presente da 1,9 milioni di anni. Che sia questo l’anello mancate nella teoria di Darwin? La nuova razza iniziò a venerare gli déi costruttori che colonizzarono l’intero pianeta con grandi città regnando sui terrestri per migliaia di anni. 12.500 anni fa gli déi si misero in salvo sulle loro navi spaziali e lasciarono l’Umanità a perire per una sconvolgente catastrofe che sommerse ogni cosa, forse a causa di un nuovo passaggio di Nibiru. Noi saremmo i discendenti di quelli che sopravvissero.

Certamente può essere sconvolgente per molti il fatto che la razza umana potrebbe essere il risultato di un esperimento di ingegneria genetica di esseri extraterrestri evoluti, ma sono tante le storie antiche che parlano di questo (oltre ai due casi esaminati), di dèi dominatori e costruttori, culture diverse in diversi luoghi della Terra che fanno pensare che dove c’è fumo c’è arrosto, una verità nascosta o forse mai accettata. D’altra parte anche la Bibbia parla di “angeli caduti” e “Nephilim”, di figlie dell’uomo e di figli di Dio (dèi) che si mischiano creando una razza. Anche Dio, dalla religione ebraica Yahweh, crea un uomo plasmando la terra e “soffiando nelle narici” la vita e l’anima. Sono forse rappresentazioni figurative, ma che danno un senso al grande interrogativo: quale è la vera storia della Umanità?

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