Artefatti alieni dell’antico Egitto scoperti a Gerusalemme

Antichi artefatti alieni del periodo dell’antico Egitto sono stati scoperti a Gerusalemme in una stanza segreta nella casa dell’egittologo William Petrie.

Antico Egitto e alieni
Antico Egitto e alieni

Sembra proprio che questa notizia possa dare ancora più credito alle sempre più insistenti affermazioni del connubio esistente tra gli antichi egizi e gli alieni. Si sospetta che addirittura alcuni tra i primi faraoni dell’antico Egitto fossero proprio alieni. Quello che è stato scoperto in una stanza segreta della casa del famoso egittologo sir William Petrie (defunto nel 1942) non fa altro che avvalorare le suddette ipotesi, i reperti sono da ritenersi l’ultima prova di contatto alieno e si dice che non solo potrebbero riscrivere la storia dell’antico Egitto, ma anche la storia di tutto il pianeta. Come molti altri “oggetti controversi” questi artefatti alieni misteriosi sono stati anche essi tenuti segreti.

Un video su YouTube postato da “Paranormal Crucible” mostrerebbe gli antichi manufatti egizi e le sculture che sono stati trovati nella piana di Giza. Questi reperti, trovati in una stanza segreta nella casa di sir William Petrie a Gerusalemme, sarebbero stati portati via da funzionari appartenenti al Museo Archeologico Rockefeller. E’ triste constatare che il famoso egittologo aveva trovato la prova ultima della vita aliena sulla Terra e che, invece di condividere la scoperta, per misteriosi motivi ha deciso di nascondere i reperti nella sua casa tenendoli segreti. Ora, secondo quanto riferito, questi reperti sono stati presi in consegna dal Museo Rockefeller e come molte altre scoperte che contraddicono la storia tradizionale, anche questi potrebbero essere nascosti alla società. Il prestigioso Museo Archeologico Egiziano Petri è in possesso di una collezione grandiosa di antichi oggetti egiziani e sudanesi che comprendono antichi “egizianiprime”, come la “tela più antica” e “antico abito” dell’Egitto (5000 a.C.). Il Museo Petri mostra anche alcuni dei primi esempi di metallurgia in Egitto. Tuttavia, non si è in grado di confermare che il museo conservi artefatti alieni scoperti in Egitto, né che li abbia recuperati da una stanza segreta nella residenza di Petrie a Gerusalemme. Ma questo può essere perché questi reperti contraddicono la storia e le credenze tradizionali, come molte altre cose che vanno contro le credenze degli studiosi tradizionali, questi reperti sono stati bloccati e tenuti lontano dalla società.

Come sempre, storie sensazionali richiedono prove sensazionali. Secondo il direttore di Intellihub News, gli antichi manufatti egizi trovati nella residenza di Petrie a Gerusalemme collegano direttamente l’antica civiltà egizia ad una civiltà avanzata extraterrestre. Tra i reperti ora in possesso del Museo Rockefeller ci sarebbero due corpi mummificati di circa 1,20 metri di altezza. Alcuni hanno addirittura ipotizzato che questi corpi mummificati potrebbero essere i resti di visitatori alieni. Secondo quanto riporta Intellihub News, le caratteristiche fisiche dei corpi mummificati indicano loro possibile natura aliena. Secondo il direttore del sito, gli scheletri anomali hanno “stereotipata aliena”, crani allungati, grandi orbite oculari e lunghe braccia. Ma, come se i corpi mummificati non fossero abbastanza, tra i reperti c’erano artefatti alieni di tecnologia molto avanzata, dispositivi meccanici e un oggetto sferico dorato con strane scritte. Sembra che i dispositivi ad alta tecnologia hanno “un meccanismo intricato che è circondato da tubi a spirale d’oro che ha diverse sfere d’oro di piccole dimensioni e delle croci ad essa collegate”. E’ possibile che questi artefatti siano parte di dispositivi di navigazione interstellare? Intellihub News punta verso Abydos e il tempio costruito da Seti I  e suo figlio Ramses II, dove possiamo osservare le cosiddette macchine volanti di Abydos. Lì, siamo in grado di osservare  quello che sembrano essere rappresentazioni di veicoli moderni come elicotteri, sottomarini e aerei. L’unico problema è che queste iscrizioni si ritiene abbiano migliaia di anni. Gli scienziati ritengono che questi non sono aerei, elicotteri e sottomarini, ma il risultato di un fenomeno psicologico chiamato pareidolia. Come sempre, quando non si riesce a dare una risposta logica e non si accetta la oramai ineluttabile verità.

Di misteri che collegano l’antico Egitto e gli alieni ce ne sono abbastanza. Ma è solo perché ci piacerebbe trovare una connessione tra una delle più grandi civiltà della Terra e alieni visitatori? Può darsi, ma un dettaglio sembra spingere oltre l’immaginazione. ​​Un antico testo egiziano chiamato “Papiro Tulli” cita una storia affascinante durante il regno di Thutmose III, di un presunto avvistamento di massa di un UFO. Il testo antico recita così: “Nell’anno 22, del terzo mese dell’inverno, sesta ora del giorno […] Tra gli scribi della Casa della Vita si è constatato che uno strano disco fiammeggiante era apparso nel cielo. Non aveva la testa. Il soffio della sua bocca emetteva un cattivo odore. Il suo corpo era una canna (circa 3 metri) di lunghezza e una canna di larghezza. E non aveva voce. E’ venuto verso la casa di Sua Maestà. Il loro cuore è diventato confuso a causa di essa, e si prostrarono con la pancia. Essi [andavano] al re, a segnalarlo. Sua Maestà [ordinò che] i rotoli [Situato] nella Casa della Vita fossero consultati. Sua Maestà meditava tutti questi eventi che sono ora in corso. Dopo diversi giorni erano passati, sono diventati più numerosi nel cielo che mai. Essi splendevano nel cielo più che la luminosità del sole, ed estesi ai limiti dei quattro supporti del cielo […] Potente era la posizione dei  dischi fiammeggianti. L’esercito del Re guardava, con sua maestà in mezzo a loro. E’ stato dopo il pasto serale quando i dischi salivano ancora più in alto nel cielo a sud. Pesce e altri volatili piovevano dal cielo: una meraviglia mai prima conosciuta dalla fondazione del paese. E Sua Maestà ha ordinato di portare l’incenso per placare il cuore di Amon-Ra, il dio delle Due Terre. Ed è stato [ordinato] che l’evento [fosse registrato per] Sua Maestà negli Annali della Casa della Vita [da ricordare] per sempre”. Questo non può essere pareidolia, ma è stato lo stesso ignorato.

 

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