Calcio femminile in lutto: Fatim Jawara annegata nel Mediterraneo

Fatim Jawara, portiere della nazionale di calcio femminile del Gambia, è annegata nel Mediterraneo tra i migranti illegali che si dirigevano verso l’Europa.

Fatim Jawara
Fatim Jawara

La morte di Fatim Jawara, la 19enne portiere nella squadra nazionale di calcio femminile del Gambia che si stava dirigendo verso l’Europa attraverso il Mediterraneo, ha puntato una volta in più  i riflettori sui pericoli che i migranti devono affrontare nel loro disperato tentativo di raggiungere l’Europa illegalmente dalle coste del Nord Africa, ancora una vittima della traversata della disperazione e della speranza. La Federcalcio del Gambia (GFF) ha confermato la morte di Fatim Jawara giovedi in un comunicato stampa. Secondo il suo ex allenatore, Chorro Mbenga, l’atleta, che stava cercando di crearsi una nuova vita in Europa, è morta il mese scorso, come riferisce The Guardian. “Ho ricevuto la notizia oggi e mi ha davvero scioccato. La ragazza era un talento naturale ed era in cerca  di pascoli più verdi, ma il modo in cui è morta è solo scioccante e orribile”, ha detto il presidente della Federcalcio del Gambia Lamin Kabba Bajo. “Lei sarà ricordata per la parata di un calcio di rigore in un incontro amichevole con la squadra nazionale di calcio e le ragazze di Glasgow dalla Scozia”. Lamin Kabba Bajo ha anche inviato le condoglianze alla famiglia della defunta Fatim Jawara. “La sua morte è prematura e terribile, ma noi la ricorderemo per le sue grandi prestazioni in campo”, ha detto Mbenga, il suo ex allenatore dell’ Under 17.

Fatim Jawara, che aveva consolidato il suo ruolo nella squadra nazionale del Gambia e nel locale club Red Scorpions FC in cui ha giocato, aveva avvisato di aver deciso di andare in Europa. La ragazza, che aveva lasciato il suo marchio sulla squadra del Gambia nel 2012 durante la Coppa del Mondo FIFA Under 17 femminile, ha lasciato il suo paese nel mese di settembre.  Si crede sia arrivata ​​in Libia dopo aver viaggiato attraverso il deserto del Sahara, un percorso pericoloso frequentemente utilizzato dai migranti illegali. Si ritiene che abbia trascorso diverse settimane in un campo profughi nella città costiera libica di Misurata. La data esatta in cui la barca con Fatim a bordo ha lasciato la costa libica per l’Europa è sconosciuta. Il numero esatto dei migranti a bordo di quella barca è anche poco chiaro. L’ incidente mortale si è verificato dopo che la barca ha andata in difficoltà nel Mediterraneo. La morte di Fatim Jawara è stata inizialmente confermata dall’agente che ha pagato per aiutarla nel suo viaggio dalla Libia verso l’Europa. L’importo pagato per il viaggio maledetto non può essere confermato. Tuttavia, i migranti che cercano di entrare in Europa attraverso la regione sono noti per pagare ai trafficanti di esseri umani migliaia di dollari, secondo Al Jazeera.

La Libia è in uno stato di caos a partire dal 2011, quando Muammar Gheddafi è stato violentemente estromesso dalla carica. L’agitazione conseguente ha esacerbato l’afflusso di migranti e ha portato alla nascita di bande di trafficanti di esseri umani. Circa 3.500 migranti illegali, provenienti soprattutto da Africa e Medio Oriente, sono annegati nel Mediterraneo quest’anno, secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). Il numero di morti nel 2015 è stato riferito, è di circa 4.000 persone. Dilaniati dalla guerra, Siria, Afghanistan, Iraq, Kosovo, Eritrea e Nigeria sono tra i paesi con più migranti illegali in Europa. Il Gambia, che ha una popolazione molto piccola, circa 1,8 milioni, rappresenta fino a un quarto dei migranti in Italia. Anche se l’isola italiana di Lampedusa è la più vicina dalla Libia, il viaggio è particolarmente difficile e pericoloso. Il governo del Gambia, che recentemente si è tirata fuori della Corte penale internazionale (CPI), ha citato la morte di massa di giovani africani nel tentativo di raggiungere l’Europa come parte dei motivi per il suo ritiro.

I critici dicono che la povertà ed i disordini politici sono tra i principali fattori che spingono i migranti a tentare il pericoloso viaggio verso l’Europa. Tuttavia, il presidente del Gambia Yahya Jammeh ha respinto un rapporto del 2015 delle Nazioni Unite (ONU), che affermava che oltre il 60% della popolazione del paese dell’Africa occidentale vive al di sotto della soglia di povertà. Molti guadagnano circa $ 1,25 al giorno. Ma la morte della giovane atleta Fatim Jawara è emblematica e rispecchia ampiamente la tragica situazione in cui si trovano le popolazioni dell’Africa succitate, la gente ha paura e fame e cerca disperatamente di aggrapparsi ad una imbarcazione verso una vita migliore spesso trovando invece la morte affogando nel Mediterraneo. Fatim era una giovane, come tanti, che sognava una vita migliore, un futuro migliore, che aveva speranze ed ambizioni, forse di giocare in una grande squadra europea, ed invece i suoi sogni e le sue speranze sono affogate con lei nelle acque gelide del Mediterraneo.

 

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