Pericolo catastrofe: il vulcano Monte Paektu potrebbe esplodere

Una catastrofe in arrivo? Gli esperti sono preoccupati per il Monte Paektu, uno dei supervulcani più pericolosi del mondo situato tra Corea del Nord e Cina. I vulcanologi recentemente hanno lanciato  l’allarme che il vulcano Monte Paektu, o Baekdu (noto anche come Changbai in cinese), responsabile di una delle più potenti eruzioni della storia umana, sta minacciando di esplodere ancora una volta.

Monte Paektu

Monte Paektu

Gli esperti sanno così poco del mostro alto 2740 metri, ma studi recenti suggeriscono che potrebbe essere pronto per una grande eruzione che potrebbe avere un impatto globale devastante. Il pericolo della catastrofe climatica globale sembra reale ed il vulcano asiatico potrebbe causarla a breve. Il vulcano era stato tranquillo fin dalla sua ultima grande eruzione avvenuta nel 946 fino a quando non ha ripreso vita nel 2002. Dal 2002 al 2005, c’è stata una serie di mini terremoti causati dall’attività sismica all’interno del vulcano, secondo il National Geographic. Anche se è andato di nuovo in silenzio dopo il 2005, la breve attività ha allarmato le autorità nordcoreane e le ha costrette a mettere da parte la loro politica di isolamento e segretezza. Così hanno comunicato con i paesi vicini, compresa la Cina, ed hanno anche contattato i migliori scienziati nei paesi occidentali chiedendo assistenza tecnica per studiare il vulcano. La sensibilizzazione ha portato ad una rara collaborazione nel 2013 tra una squadra di esperti nordcoreani, guidati da Ri Kyong-Song del  Earthquake Administration a Pyongyang, e un team di scienziati occidentali guidati da James Hammond dell’Università di Londra.

Nonostante il continuo attrito con l’Occidente e una politica di costante isolamento, il governo nordcoreano ha concesso al team di scienziati internazionali, tra cui esperti provenienti dal Regno Unito e gli Stati Uniti, l’accesso in Corea del Nord per collaborare con esperti locali per studiare il supervulcano e valutare il rischio di un’eruzione. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances nell’aprile 2016. I dati raccolti dagli esperti hanno dimostrato che il Monte Paektu è ancora attivo e che potrebbe scoppiare improvvisamente. Ma gli scienziati hanno detto che vorrebbero tornare in Corea del Nord per condurre studi più dettagliati alfine di migliorare la loro capacità di prevedere quando e come il vulcano potrebbe eruttare. Secondo il sismologo Kayla Iacovin dell’US Geological Survey (USGS), che è co-autore dello studio 2016, i dati raccolti durante due anni di monitoraggio del Monte Paektu indicavano la presenza di magma parzialmente fuso nel vulcano. Ciò ha indicato ai ricercatori che il vulcano era ancora attivo e che potrebbe scoppiare violentemente in futuro. Gli scienziati hanno avvertito che un’eruzione simile in scala all’evento del 946 potrebbe rivelarsi una catastrofe. “Credo che il rischio di una eruzione distruttiva qui è molto reale”, ha detto alla National Geographic il sismologo Stephen Gran presso l’Università del Texas a Austin, “Questo vulcano è stato responsabile di una delle più grandi eruzioni mai registrate sulla Terra”.

Dopo la prova iniziale che il Monte Paektu potrebbe scoppiare, gli scienziati hanno avvertito in uno studio, pubblicato sulla rivista Nature nel febbraio 2016, che i disturbi causati da test di armi nucleari da parte del regime di Kim Jong-un, il dittatore della Corea del Nord, potrebbe sconvolgere e stimolare la lava che si è accumulata sotto la superficie e innescare un’eruzione del Monte Paektu. Uno studio condotto da un team di esperti della Corea del Nord e occidentali, pubblicato sulla rivista Science Advances nel novembre 2016, ha affermato che l’eruzione del Monte Paektu nel 946 potrebbe aver espulso una maggiore quantità di zolfo nell’atmosfera di quanto stimato da studi precedenti. Gli esperti considerano quella eruzione come una delle più potenti della storia. L’eruzione era così potente che ha lanciato la cenere fino in Giappone, a circa 1.100 km di distanza. La forza dell’eruzione ha fatto saltare la caldera fino a cinque chilometri dalla sommità della montagna. Secondo Hammond, la devastazione causata dall’eruzione del Monte Paektu nel 946, è maggiore di quanto gli storici hanno pensato. Hammond e la sua squadra hanno stimato nel loro studio che la quantità di zolfo rilasciato nell’atmosfera è stato maggiore della quantità rilasciata durante l’eruzione del Monte Tambora in Indonesia nel 1815. L’eruzione del Tambora ha fatto precipitare le temperature globali portando ad un inverno vulcanico, il cosiddetto “anno senza estate”.

Gli scienziati apparentemente non hanno percepito il pieno impatto globale della eruzione del Monte Paektu nel 946 perché si è verificata in inverno, ma sono convinti che il vulcano potrebbe scoppiare di nuovo causando una nuova catastrofe climatica globale. “In contrasto con le stime precedenti, l’eruzione del 946 ha fatto espellere grandi volumi, fino a 45 megatoni, di zolfo nell’atmosfera. Questo documento dimostra quanto sia importante studiare e tenere sotto controllo i vulcani, non importa dove si trovino”. Il sismologo Stephen Grand dell’Università del Texas, ha confermato “Credo che il rischio di una eruzione distruttiva qui è molto reale”.

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