I Dogon il popolo delle stelle e la decima luna

I Dogon sono un misterioso popolo che vive oggi tra i dirupi rocciosi dell’arido altipiano del Bandjagara, 100 Km ad est di Moptì nella repubblica del Mali. Il Mali è luogo di natura incontaminata e culla di riti ancestrali e antiche leggende legate ad una delle etnie più misteriose che abitano ancora oggi la Falesia, i Dogon, soprannominato anche “popolo delle stelle”.

Dogon e Sirio

Secondo la tradizione orale, i Dogon sono arrivati in questa zona per sfuggire alle spinte espansionistiche dei grandi e potenti imperi medievali nati sulle sponde del Niger, nella regione del Medio Niger, intorno all’anno 1000, costruendo le loro case sulla scogliera per proteggersi dalle tribù che già abitavano questa regione. Attualmente i Dogon sono circa mezzo milione e vivono una vita tranquilla in piccoli villaggi dedicandosi alla pastorizia ed all’agricoltura. Sono un popolo abbastanza isolato, o almeno lo era fino a poco tempo fa, e gli stranieri non sono ben accetti nelle loro case. Sebbene abbiano vissuto abbastanza isolati, si è scoperto che hanno incredibili conoscenze astronomiche, come si evince dalle numerose pitture e pittogrammi che i loro antenati hanno lasciato sulle pareti delle caverne di Bandiagara, che solo recentemente sono stati decifrati.  Avevano consapevolezza dell’esistenza della Stella Sirio già nei secoli passati, prima che fosse osservata da noi in occidente in era moderna, conoscevano la struttura della Via Lattea e che ci sono più di un miliardo di sistemi solari come il nostro nell’universo, oltre alla esistenza di un unico Dio onnipresente, che chiamano “Amma”. Pur non avendo mai usato un telescopio, erano a conoscenza dell’esistenza di quattro lune di Giove e di un anello di Saturno. In verità Giove possiede molte lune, ma le più grandi e principali sono proprio quattro: Io, Calisto, Ganimede ed Europa, ed anche Saturno possiede più anelli, ma questi sono stati scoperti in epoca moderna.

Dogon festa Sigi

Secondo la legenda i Dogon sono stati visitati circa mille anni fa, da esseri dello spazio, provenienti da una stella luminosa che chiamavano “ie-pelu-fool”, la stella della decima luna, da lì erano scesi otto esseri che hanno chiamato Nomos “digi-tig”. Questi esseri dello spazio erano venuti sulla Terra per aiutare le persone e insegnare loro le tecniche per la pesca e l’agricoltura. Tra le informazioni divulgate dai Nomos, c’è l’esistenza della stella Sirio, da cui sono venuti. “Sigi Tolo” è il nome dato al corpo luminoso nel cielo e per questi esseri era la stella della fondazione. La cosa più curiosa è che non rappresentavano Sirio da sola in quanto sostenevano che era tripla, cioè il sistema di Sirio era composto da tre stelle lontane l’una dall’altra. Da notare che solo il 31 gennaio 1862, l’astronomo e costruttore di telescopi americano Alvan Graham Clark osservò per la prima volta la seconda stella di Sirio, una nana bianca oggi nota come Sirio B, e la prima foto è stata realizzata soltanto nel 1970. L’immagine di Sirio B si confonde con Sirio A e soltanto meno di trenta anni fa era impossibile distinguere che vi erano due stelle invece di una. I Nomos chiamavano Sirio B “Po Foolo”. Nel 1995, i francesi Diventy e Benest, hanno scoperto un terzo corpo nel sistema di Sirio, scoperta ancora non ufficializzata. Questa è la stella Sirio C, chiamata “Emme Ya” e avrebbe un grande satellite che le ruota intorno chiamato “Nyan Tolo”, la stella delle donne, la sua orbita dura  50 anni, coincidente con gli eventi del “Sigui”, che si celebrano per ricordare l’arrivo degli dei di Sirio.
Alcuni attribuiscono questa cultura ai sopravvissuti di Atlantide, ma le pitture trovate nelle grotte sembrano smentire questa ipotesi. Tra le pitture c’è un racconto chiamato “genesi secondo i Dogon”. Si racconta che provengono da una “stella scura” che ogni sessanta anni si avvicina alla Terra. I saggi di quella stella anticiparono che la stella sarebbe esplosa  e decisero di emigrare, scegliendo la Terra che oltre ad essere adatta alla vita dell’uomo, era l’unico pianeta al quale l’astro scuro si avvicinava. Ogni sessanta anni i Dogon celebrano una festa dedicata alla fertilità e alla vita che dura diversi giorni. Viene chiamata la gran festa Sigi. La cosa sorprendente è che recentemente gli astronomi hanno scoperto una stella scura che ogni sessanta anni si avvicina alla Terra, un avvicinamento teorico considerando che nel momento di massimo ravvicinamento la stella si trova a molte migliaia di anni luce dalla Via Lattea. In ogni caso, bisogna sottolineare che la festa Sigi coincide con questo periodico avvicinamento. Come hanno fatto i Dogon a sapere quando avrebbero dovuto celebrare la prima festa Sigi? E se realmente provengono dall’astro scuro, come hanno fatto questo viaggio?
Come tutti i visitatori, quando vanno via usano dire “ritorneremo, ci rivedremo”, i Dogon usano una espressione alquanto strana: “Quando arriva la decima luna Nomo tornerà”. Quello che non sappiamo esattamente è che cosa si intende con la decima luna.

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