Il misterioso morbo di Morgellons

La storia del morbo di Morgellons ha avuto inizio nel 2001 quando la statunitense Mary Leitao ne descrisse per prima la patologia riscontrata nel figlio. La patologia è caratterizzata da una serie di sintomi cutanei quali prurito, fitte dolorose, apparente formicolio sotto e sopra cutaneo, apparente presenza di strane fibre sulla o sotto la pelle, lesioni permanenti alla cute. La Leitao la battezzò morbo di Morgellons, da uno studio del XVII secolo in cui si faceva riferimento a un bambino francese affetto dagli stessi disturbi.

Morbo di Morgellons
Morbo di Morgellons

Il morbo di Morgellons è una condizione inspiegabile e debilitante che è emersa come preoccupazione per la salute pubblica. Le persone che soffrono di questa condizione riportano una serie di sintomi della cute tra cui sensazioni striscianti, mordenti e pungenti, granuli, fili o materiali simili a granuli neri sopra o sotto la pelle, lesioni cutanee (ad esempio eruzioni cutanee o piaghe) e alcuni pazienti riportano anche manifestazioni sistemiche come affaticamento, confusione mentale, perdita di memoria a breve termine, dolore alle articolazioni e cambiamenti nella visione. Queste strane fibre presenti sulla pelle dei pazienti affetti dalla sindrome possono essere descritte come filamentose e sono la caratteristica più sorprendente della malattia. Il fenomeno è stato anche oggetto di studio da parte dei centri per la prevenzione e il controllo delle malattie statunitensi nel 2008, dopo aver ricevuto molte richieste di intervento già a partire dal novembre del 2006. Secondo fonti mediche ufficiali la malattia definita morbo di Morgellons in effetti non esiste, o meglio, è riconducibile a disturbi mentali, generalmente ad una forma di parassitosi allucinatoria. “Non è stata individuata alcuna nota patologia concreta sottostante né alcuna fonte di infezione, al pari di quanto succede in condizioni più conosciute e note come la parassitosi allucinatoria”. Ma la prova concreta che smantella l’ipotesi psicologica viene dalla presenza reale e non fittizia di strane fibre filamentose che fuoriescono dalla cute, molto simili alle fibre di polietilene di colore blu e granuli neri.

E anche la Leitao non era pazza, era un ex-tecnico di laboratorio, e in seguito si scoprirono numerosi casi della sindrome. Nel 2004 la Leitao ha costituito la Morgellons Research Foundation (MRF) per raccogliere segnalazioni di altri presunti casi autodiagnosticati. Segnalazioni della sindrome sono arrivate da tutti gli stati americani e, sebbene la California rappresenti il 12% della popolazione statunitense, il 24% di tutte le famiglie degli Stati Uniti che si sono registrate presso la Morgellons Research Foundation risiedono in California. Le persone che riportano questa condizione provengono da altri 45 paesi, in particolare Canada, Australia, Inghilterra, Sudafrica e Paesi Bassi. Si stimano in circa 15.000 i casi dichiarati. Tra le persone più conosciute, la cantante Joni Mitchell ha dichiarato di soffrire del morbo di Morgellons. Diversi sostenitori di teorie complottiste, così come soggetti che si dichiarano affetti da Morgellons, hanno proposto varie interpretazioni, nessuna delle quali sostenuta da evidenza scientifica o prove di alcun tipo. Tra queste interpretazioni, ve ne sono alcune che vorrebbero un collegamento tra la pretesa sindrome e le scie chimiche. Nel luglio del 2006, durante una trasmissione del talk show radiofonico nordamericano “Coast to Coast AM”, che si occupa sovente di fenomeni paranormali e teorie del complotto, un medico del Nuovo Messico affermò che un ex-agente della CIA gli avrebbe confidato che la presunta malattia sarebbe l’effetto di un incidente in un esperimento governativo francese, che avrebbe contaminato l’acqua. I teorici del complotto sostengono che questa strana e misteriosa sindrome è stata insabbiata come tanti altri fatti strani e scomodi.

Fonte: Wikipedia e Morgellons.org

Share
Precedente Rallentamento della rotazione terrestre e grandi terremoti Successivo Auto a idrogeno la nuova rivoluzione automobilistica