Il misterioso satellite Cavaliere Nero in orbita da 13 mila anni

Presunto satellite alieno Cavaliere Nero
Presunto satellite alieno Cavaliere Nero

Parliamo di una storia strana e misteriosa, del satellite Cavaliere Nero (Black Knight), un manufatto alieno che sarebbe in orbita da oltre 13 mila anni. Molti hanno bollato questa ipotesi solo come una bufala, ma nell’ultimo secolo se ne è parlato spesso e molti hanno addirittura portato delle prove dell’esistenza del satellite Cavaliere Nero, una struttura extraterrestre, in orbita intorno alla Terra.

Una storia che inizia nel 1899 con un pioniere della radio, Nikola Tesla, il quale si era costruito una massiccia torre nella sua casa / laboratorio a Colorado Springs con lo scopo di sperimentare un ricevitore wireless di straordinaria sensibilità, ma invece può avere accidentalmente ricevuto un messaggio dal cosmo diventando il primo essere umano a ricevere un segnale extraterrestre. Tesla era fermamente convinto dell’esistenza di esseri altamente intelligenti su Marte e di essere riuscito a captare un segnale extraterrestre, lui credeva dai marziani, di contatto a base numerico. Molti contemporanei di Tesla contestavano aspramente queste sue convinzioni, riconducendole ad una probabile trovata pubblicitaria. Nel secolo scorso la Tesla Society tornò sulle sue congetture ipotizzando che realmente aveva ricevuto un segnale radio ma che probabilmente proveniva dallo spazio profondo o dalle interferenze delle tempeste su Giove. Secondo i sostenitori dell’esistenza del satellite alieno invece, Tesla avrebbe captato il segnale radio proprio del Cavaliere Nero in uno dei suoi tentativi di contattare l’umanità.

La storia del satellite Cavaliere Nero potrebbe essere un conglomerato di diverse storie indipendenti le quali comportano un oggetto non identificato in orbita attorno alla Terra, come la Luna Nera, il satellite gemello della Luna che non riflette nessuna luce ed è quindi invisibile, o come, appunto, il satellite alieno. Di certo è che la sua storia spazia nel tempo da Tesla alla Stazione Spaziale Internazionale, quindi ai giorni nostri. Il successivo presunto contatto da Black Knight sarebbe avvenuto nel 1927 ed il segnale è stato captato da un ingegnere norvegese di nome Jørgen Hals. Mentre stava sperimentando dei segnali radio, Hals ha notato che alcuni dei segnali tornavano verso di lui alcuni secondi dopo la trasmissione iniziale. Hals non è riuscito a capire e spiegare questi inquietanti echi e neanche in seguito, negli anni ‘80, altri sono riusciti in questo. Nel 1973, l’autore di fantascienza Duncan Lunan ha scritto un articolo per Spaceflight Magazine ipotizzando che un oggetto alieno in orbita attorno alla Luna da 13 mila anni avrebbe potuto essere il responsabile di questi echi ultraterreni. Per ragioni che rimangono poco chiare, molti di coloro che sostengono la teoria del Cavaliere Nero di solito citano la sonda spaziale di 13.000 anni di Lunan come una potenziale manifestazione di questo misterioso satellite, nonostante Lunan non lo abbia mai menzionato.

Il successivo avvistamento del satellite Cavaliere Nero è stato negli anni ‘60 quando il Times annunciò la scoperta di un oggetto sconosciuto in orbita polare attorno alla Terra, una sorta di anomalia se si considera che entrambi i satelliti americani e sovietici dell’epoca erano tutti in orbita equatoriale. Poche settimane dopo queste prime notizie, il Dipartimento della Difesa statunitense ha annunciato che l’oggetto era stato identificato come un pezzo del satellite Discoverer. Inutile dire che in molti erano scettici per questa spiegazione ed hanno pensato fosse una prova dell’esistenza dell’oscuro satellite. Ma nel dicembre 1998 arriva una prova fotografica di Black Knight: gli astronauti sullo Space Shuttle Endeavor del volo STS-88 hanno fotografato un oggetto nero amorfo in orbita terrestre, era l’11/12/1998 ore 20:17:04 GMT. La STS-88 è stata una missione spaziale del Programma Space Shuttle, la prima missione di assemblaggio della Stazione Spaziale Internazionale. Lo scopo è stato quello di portare in orbita il modulo Unity e di agganciarlo al modulo russo Zarja che era già in orbita. In una intervista, Jerry Ross, uno degli astronauti della NASA, avrebbe giustificato le foto inquietanti che ritrarrebbero il satellite Cavaliere Nero, con la perdita durante il lavoro di assemblaggio, eseguito da lui e dal collega Jim Newman, di una coperta termica che sarebbe servita per l’incarto dei perni metallici oscillanti della ISS. La coperta sarebbe stata fotografata prima della caduta dall’orbita bruciando nella sua discesa verso la Terra. Strano, visto che di coperte termiche ne hanno perduto 3, perché fotografare un oggetto perduto?

Sebbene esistano queste foto la Nasa continua categoricamente a smentire l’esistenza del satellite alieno. Il solito insabbiamento NASA o verità? Tutto si riduce a livello di leggenda metropolitana dopo un secolo di storia? Il satellite Cavaliere Nero non esiste? Non è mai esistito? Ma gli alieni, almeno quelli, esistono o no? Alla prossima smentita NASA.

 

Share
Precedente Misteriosa spazzatura spaziale impatterà il 13 novembre Successivo Il Colosso di Rodi verrà ricostruito