Scomparsa una stella, colpa di una civiltà aliena avanzata?

La notizia è notevole, stiamo parlando di un evento cosmico strano ed incredibile: è scomparsa una stella dalle profondità dello spazio a 1.480 anni luce! Quando qualcosa di massiccio come una stella sparisce dalle profondità dello spazio, è qualcosa di notevole. Ma c’è un’altra cosa da dire, la sparizione potrebbe essere opera di alieni. Alcuni scienziati svedesi hanno fatto questa scoperta, era  scomparsa una stella dal cielo in una osservazione degli ultimi cinque decenni, e dal momento che non hanno idea del perché, ammettono che non possono escludere la possibilità che degli alieni con tecnologia avanzata e sofisticata potrebbero essere la causa.

Stelle
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Science Alert ha riferito il 10 luglio che i ricercatori dell’Università di Uppsala, in Svezia, in uno studio che ha coinvolto circa 290.000 stelle che si trovano attraverso un’ampia lettura di 50 anni di registrazioni astronomiche, hanno rilevato che era scomparsa una stella. La stella potrebbe essere scomparsa per cause naturali (nel senso stellare, ovviamente), ma la squadra ha ritenuto che dovevano includere anche la possibilità di un intervento estraneo semplicemente dovuto al fatto che non potevano, ancora , realisticamente escludere un tale intervento. La stella in questione è KIC 8462852, una stella di classe F situata nella costellazione del Cigno distante 1.480 anni luce dalla Terra. Gli scienziati svedesi in un articolo pubblicato in questi giorni hanno spiegato quanto segue: “Proponiamo per la ricerca di effetti fisicamente impossibili causati da tecnologia altamente avanzata, attraverso la realizzazione di una ricerca di galassie e stelle della Via Lattea scomparse”.     Ma come una civiltà aliena potrebbe causare la scomparsa di una stella? La teoria più importante ruota intorno al lavoro del famoso fisico teorico inglese Freeman Dyson, che ha postulato che una volta che una civiltà raggiunge un certo punto di espansione, per placare il proprio fabbisogno energetico, è probabile che sfrutti l’energia della sua più vicina stella. Questo, ha teorizzato, potrebbe essere più efficace organizzando una sfera (chiamata “sfera di Dyson“) di collettori di energia attorno a detta stella. Una tale ambito, al fine di catturare tutta l’energia disponibile, potrebbe effettivamente bloccare la prova dell’esistenza della stella. Secondo Wikipedia, “una sfera di Dyson è una ipotetica enorme struttura di rivestimento che potrebbe essere applicata attorno ad un corpo stellare allo scopo di catturarne l’energia. Una sfera di Dyson è una sfera di origine artificiale e di raggio pari a quello di un’orbita planetaria. La sfera consisterebbe di un guscio di collettori solari o di habitat posti attorno alla stella. Questo, oltre ad essere un modo per raccogliere un’enorme quantità di energia, permetterebbe di creare uno spazio vitale immenso. La proposta originaria prevedeva che avrebbero dovuto esserci collettori solari posizionati intorno a tutta la stella, per assorbire la luce stellare, ma non presumeva che questi collettori avrebbero potuto costituire un guscio continuo. Piuttosto, il guscio sarebbe consistito di strutture orbitanti indipendenti, ossia un numero complessivo di oggetti superiore a 10.000 e distribuiti lungo uno spessore radiale di un milione di chilometri”.

Come hanno fatto i ricercatori a capire che era scomparsa una stella? Il team ha esaminato i dati del catalogo USNO-B1.0 e lo Sloan Digital Sky Survey per la loro ricerca stellare. Entrambi i set di dati sono tra le più grandi e più complete mappe dell’universo compilate fino ad oggi. Confrontando le registrazioni delle posizioni delle stelle, 290.000 di esse, hanno cercato eventuali discrepanze inspiegabili che si sono verificati nel corso di un periodo di 50 anni. Purtroppo (o per fortuna, a seconda di un punto di vista) hanno trovato un solo caso. Il team ha preso in considerazione, naturalmente, eventuali errori tecnici ed i movimenti naturali degli oggetti nel loro corso nell’universo. E ammettono che avrebbero potuto benissimo trascurato qualcosa nei dati, notando che c’era più lavoro da fare per stabilire che avevano trovato una stella mancante. L’ultima ricerca aveva rilevato che la stella KIC 8462852 (indicata anche come “Stella di Tabby”) si era indebolita in alcune occasioni, a volte fino al 20%, una delle possibili ragioni ipotizzate era che l’oscuramento poteva essere causato da alieni e il completamento parziale di una sfera di Dyson, definita una “megastruttura aliena” intorno alla stella. Naturalmente, sono state esaminate altre possibilità, una era che uno sciame di comete stava causando l’oscuramento.

Come Popular Science ha riferito di recente, il mistero intorno KIC 8462852 è stato approfondito quando l’astronomo Bradley Schaefer ha scoperto che la stella aveva perso il 16% della sua luminosità ogni secolo. Con questo dato, Schaefer ha dichiarato che uno sciame di comete che causano l’oscuramento era molto improbabile. Ma ora le scoperte di Schaefer sono anche state messe in discussione da uno studio della Vanderbilt University. Dopo aver studiato le stesse registrazioni astronomiche (da Harvard), la nuova ricerca non ha trovato nessun cambiamento di luminosità dal 1962 al 1990. Questo, naturalmente, ora ha acceso un dibattito scientifico sull’analisi dei dati, così come quello che potrebbe essere la causa vera e propria dell’oscuramento generale della stella. A prescindere dalla analisi, una cosa rimane chiara: non si sa che cosa potrebbe causare l’occlusione parziale della stella KIC 8462852. Come è scomparsa una stella non è ancora chiaro, ma l’interferenza di una civiltà aliena avanzata non può essere definitivamente esclusa come possibile causa.

 

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