Quattro misteri insoluti della scienza (+video)

Ci sono tanti eventi e manifestazioni della natura che sono difficili da capire e da spiegare, misteri insoluti che la scienza non è in grado di risolvere. Tra questi abbiamo scelto quattro eventi che crediamo siano tra i più interessanti e misteriosi da conoscere.

Luci telluriche
Luci telluriche

Misteri insoluti: le luci telluriche

Le luci telluriche o sismiche sono delle manifestazioni luminose atipiche, assomigliano in qualche modo alle aurore boreali, tuttora controverse che la scienza ha cercato solo recentemente di studiare e spiegare. Una spiegazione reale in effetti non c’è ancora, per il momento sembra confermato che queste strane ed inquietanti luci appaiano in occasione di forti eventi geologici come un terremoto di alta magnitudo o una grande eruzione vulcanica. Durante il recente terremoto in Nuova Zelanda un uomo ha filmato queste luci, che ha intravisto appena prima e durante il terremoto di magnitudo 8.1 che ha colpito quella zona. Erano luci di vario colore che sembravano scaturire dal terreno verso l’alto, come bagliori, erano di colore blu, rossastro, verde e gialle. Le luci telluriche sono state documentate per la prima volta in Giappone negli anni ’60 durante lo sciame sismico che colpì Matsushiro. Sebbene siano state avvistate in diverse occasioni e vi siano moltissime fotografie e filmati, non c’è ancora una spiegazione logica sicura, ci sono varie ipotesi, di sicuro sono una realtà, non una leggenda o mistificazione come si credeva in passato, e sono dovute allo stress tettonico. Alcune ipotesi parlano di ionizzazione di alcuni tipi di roccia o di piezolettricità, ovvero la capacità di alcuni materiali come il quarzo di produrre corrente se compressi. L’ultima ipotesi parla dell’attrito tra i piani di faglia e la fratturazione delle rocce che sarebbe in grado di generare dei campi elettromagnetici che sprigionano queste strane ed inquietanti luci e bagliori colorati.

https://www.youtube.com/watch?v=bqhty8oxTqE

Cerchi delle fate Namibia
Cerchi delle fate Namibia

Misteri insoluti: i cerchi delle fate

Si parla di “cerchi delle fate” quando un terreno coperto di erba o arbusti presenta aree più o meno circolari prive di vegetazione, ripetute e vicine tra loro: è un fenomeno naturale del quale non si conoscono con esattezza le cause. Fino ad ora l’unico esempio di cerchi delle fate era stato trovato in Namibia, in Africa, ma a marzo è stato segnalata un’altra zona che produce questi strani cerchi, in Australia, in un’area di circa mille chilometri quadrati vicino alla città di Newman. In Africa i cerchi delle fate si trovano nel deserto del Namib, che dall’Angola arriva fino al Sudafrica, occupando circa 2000 km della fascia costiera della Namibia. Sono milioni e si trovano nella zona delle distese aride erbose, limitrofe alle zone desertiche. I cerchi hanno un diametro che va dai 2 ai 20 metri, e la vegetazione che li circonda ha un’altezza all’incirca di 50 cm. I cerchi più piccoli si formano e scompaiono in un arco temporale di circa 24 anni, mentre i più grossi possono avere cicli vitali fino ai 75 anni. Come si producono e quali sono le cause? Nessuno lo sa ancora con certezza, sono state formulate varie ipotesi che  tuttavia non hanno retto alle verifiche, come quella delle termiti che mangiavano la vegetazione, miseramente caduta quando si scoprì che non vi erano termiti nella zona. L’ultima ipotesi parla di una organizzazione spontanea delle piante in cerca di acqua e nutrimenti, le più forti  con radici più profonde sopravvivono a danno delle altre. Ma le formazioni circolari ripetute e di varia grandezza lasciano dei dubbi anche su questa ipotesi. Gli indigeni locali, gli Himba, credono che, secondo antiche leggende, i cerchi delle fate siano le impronte del loro Dio Mukuru che porta la pioggia e guarisce i malati, o secondo altra leggenda, che sono creati dal respiro velenoso di un drago che vive nel sottosuolo.

the hum
the hum

Misteri insoluti: il brusio di Taos (the hum)

Il “brusio di Taos” conosciuto anche come “the hum”, è un fenomeno sonoro che si registra già dagli anni ’70 nei pressi di Taos, nel New Mexico e che poi negli anni si è misteriosamente esteso in quasi tutto il mondo. Tantissime persone sono tormentate da questo rumore inquietante e persistente. Il fenomeno è descritto spesso come un rumore simile al ronzio di un motore di auto avviato al minimo, molto distante, tipicamente difficile da rilevare con i microfoni. La fonte del ronzio e la sua natura non sono ancora state accertate. L’Hum è percepito maggiormente nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino e all’interno degli edifici. Tanti hanno provato a registrarlo fallendo, ma il Prof. Tom Moir della Massey University di Auckland, ci è riuscito con successo ed in rete si possono ascoltare alcune registrazioni del rumore che in molti da tutto il mondo hanno riconoscono come quello da loro udito. Naturalmente in tanti tra studiosi e scienziati si sono occupati del brusio di Taos tentando di risolvere il mistero ma non sono riusciti a risolverlo. C’è una ipotesi scientifica che coinvolgerebbe l’udito, non sarebbe altro che una patologia che colpisce un muscolo che irrigidisce il timpano provocando questo brusio. Ipotesi che però non si regge in piedi.

https://www.youtube.com/watch?v=rhOAeIqNXXY

Naga fireballs
Naga fireballs

Misteri insoluti: le sfere di fuoco di Naga

Le sfere di fuoco di Naga sono un fenomeno naturale unico nel suo genere, per questo incredibile ed affascinante. Ad oggi non c’è nessuna spiegazione scientifica. Siamo in Tailandia, sul fiume Mekong nel punto in cui si getta nel Lago Nong Kai, ai confini con il Laos, qui in autunno, verso la fine del Vassa, una specie di quaresima buddista, avviene un fenomeno spettacolare ed inspiegabile: il “Bang Fai Phaya Nak” (palle di fuoco giganti Naga), molte sfere fiammeggianti di colore rossastro di diverse dimensioni vengono lanciate in cielo dal fiume. Secondo la credenza popolare le palle di fuoco sono lanciate dal dio serpente Naga, che vive nelle acque del fiume Mekong, per salutare Buddha in visita sulla terra. Naturalmente è una attrazione turistica importante per la Tailandia sin dagli anni ’90. Ma come e perché avviene questo fenomeno unico? Solo ipotesi non suffragate da alcuna prova, secondo uno scienziato le palle di fuoco Naga sarebbero prodotte dalla combustione di gas metano ed azoto causate da batteri che vivono in fondo al fiume, questi gas esplodono a contatto con l’ossigeno in condizioni particolari di umidità e temperatura. Ma il misterioso spettacolo continua da secoli ed ai tailandesi non importa molto se vi è una spiegazione scientifica.

https://www.youtube.com/watch?v=h2W57kY3xug

 

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