Elezioni politiche: si vota a settembre?

Le elezioni politiche dovrebbero essere alle porte secondo gli spifferi che arrivano da Montecitorio, spaccature nella maggioranza faranno cadere il governo. La certezza del PD e di Renzi di arrivare a fine legislatura si affievolisce sempre più, anzi, è lo stesso ex premier ad ammettere la possibilità di elezioni anticipate visto l’attuale situazione nella maggioranza.

Elezioni Politiche

L’equilibrio e l’accordo nella maggioranza, PD & soci, sono sempre stati molto precari e, dopo la spaccatura con la fuoriuscita dal PD di un gruppo di dissidenti, il disaccordo sui voucher sta rendendo il terreno franoso per il governo che si troverebbe in ambasce qualora alcuni elementi non dovessero votare a favore. Chiaramente, cadendo il governo, non ci sarebbe più margine per il Capo dello Stato per instaurare un ulteriore governo non eletto dal Popolo, ed ecco l’invocazione di Mattarella al Parlamento di trovare rapidamente un accordo per votare una nuova legge elettorale, sì nuova, perché l’Italicum è già deragliata ancora prima di partire. Allora ecco che i vari partiti tentano di trovare l’accordo per votare una legge accettata da tutti, o quasi, con la quale andare alle elezioni politiche. Si, ma che legge? Chi la vuole con uno sbarramento alto, chi basso, chi con premio di maggioranza, chi senza, chi la vuole con i ballottaggi e chi no, insomma, ogni scusa è buona per rinviare il voto al più tardi possibile.

Credete che queste incertezze siano legate al bene del Paese? Certamente no, sono legate al fatto che la maggior parte dei nostri parlamentari non vogliono rischiare di perdere la poltrona, i lauti compensi ed i privilegi e tirano a campare ed “allungare il brodo”. Ma qualcosa adesso si sta muovendo, il Capo dello Stato vuole una legge elettorale valida ed accettata da tutti prima di sciogliere le Camere ed indire le nuove elezioni politiche. FI e Berlusconi hanno lanciato una proposta: prendere come base la legge elettorale tedesca, gli fa eco M5S che accetterebbe questa proposta purché si vada al voto subito, Alfano invece tentenna (tanto per cambiare) e chiede prima un accordo all’interno della maggioranza. Anche se Renzi storce il naso perché pensa al suo Italicum bocciato e anticostituzionale, accetterebbe questa scelta alla tedesca purché si inseriscano i nomi dei candidati sulle schede elettorali e si adotti lo sbarramento al 5% come previsto dalla legge elettorale tedesca. Dopo la debacle del referendum, che gli è costata la poltrona di premier e quella di segretario di partito, non vuole rischiare un’altra bocciatura, anche se nessuna legge elettorale gli garantisce che stavolta lui ed il suo PD vinceranno.

Gli italiani stanno aspettando con ansia le nuove elezioni politiche sin dal 4 dicembre scorso perché sognano un cambiamento radicale nella gestione della politica economica e di governo, un risveglio del mercato del lavoro, un miglioramento deciso dell’area assistenza e sanità, una soluzione chiara e definitiva del nodo scuola, nonché un deciso taglio dei costi della politica e del Parlamento e la soppressione dei privilegi della “casta parlamentare”. Arriverà questo momento di cambiamento radicale sia nella gestione che nei rappresentanti? Spetta al Popolo decidere perché ne ha diritto e dovere, come scritto nella nostra Costituzione, ed allora diamo al più presto al Popolo la possibilità di scegliere.

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