Krakatoa quando la natura fa paura

Era il 27 agosto 1883 quando il vulcano Krakatoa esplose in una violentissima eruzione cui fece seguito uno spaventoso tsunami con onde alte fino a 40 metri. Il Krakatoa è uno dei più celebri e attivi vulcani del mondo, situato nello stretto della Sonda, tra Sumatra e Giava, sull’isola di Rakata in Indonesia, le cui eruzioni consistono essenzialmente in eventi parossistici di rilevante importanza, nel 1883 inscenò l’eruzione più violenta del nostro pianeta.

L’eruzione del vulcano, la terribile esplosione e il conseguente tsunami con onde alte 40 metri causarono la morte di 136.000 persone. Stando solo al numero delle vittime, è questo uno dei disastri più atroci che abbia mai colpito la Terra, o almeno di cui si abbia memoria storica. Una sciagura di proporzioni inaudite, che ha colpito una zona, quella tra Giava e Sumatra, già particolarmente soggetta a fenomeni naturali violenti, come devastanti terremoti e come il famoso tsunami del 2004. Il vulcano vero e proprio, prima della terribile eruzione, si trovava nell’isola di Rakata che, assieme alle vicine isole di Lang e Verlaten, aveva una lunghezza di 9 Km e una larghezza di 5 Km. L’isola principale era formata da tre coni vulcanici  da sud a nord, Rakata (823 m), Danan (445 m) e Perboewatan (122 m), Danan probabilmente era un vulcano doppio. Dopo la grande eruzione avvenuta nel 535 che sconvolse il mondo di allora (pare che i cambiamenti climatici registrati all’epoca siano dovuti proprio a questa eruzione), il vulcano si acquietò per parecchio tempo e tornò in attività solo nel 1681.

Dopo altri 200 anni di relativa calma il 20 maggio del 1883 il Krakatoa iniziò con piccole emissioni di vapore a farsi notare, si stava preparando all’evento che lo rese famoso. Dall’11 maggio 1883 in poi, per i tre mesi successivi, le tre bocche continuarono a fumare e a eruttare pacatamente. Una serie di eruzioni che hanno oscurato con i loro fumi il sole intorno a Rakata per molti chilometri. L’11 agosto il fenomeno aumentò d’intensità e iniziò a formarsi un’abbondante colonna di fumo visibile da parecchi chilometri di distanza. Questo fenomeno fu percepito addirittura a Rodriguez, un’isola situata a 7.725 km di distanza. Dal 24 Agosto ebbe inizio l’eruzione più seria che raggiunse le punte di parossismo il 26 e il 27 agosto. Domenica 26 agosto 1883 si alzò dal vulcano una colonna di cenere alta 36 km. Il culmine fu proprio il boato del 26 agosto, poco dopo l’ora di pranzo, quando si aprì un altro grande cratere all’interno del vulcano. La potenza di questa eruzione fu tale da causare il crollo dei fianchi del vulcano. Il 27 Agosto avvennero le quattro eruzioni più potenti alle ore 05:30, 06:42, 08:20 e 10:02 del mattino. L’ultima delle quali causò il cataclisma finale, provocando delle spaccature nella roccia che permisero all’acqua di mare di penetrare nella caldera del vulcano e di creare vapore surriscaldato a pressioni elevatissime. Le conseguenze immediate implicarono il collasso dell’intera isola di Rakata che venne in gran parte distrutta, e la formazione di uno dei suoni più potenti che l’uomo abbia mai registrato, un boato che fu percepito distintamente fino in Australia e alle isole Mauritius, a 4.800 Km di distanza.

L’esplosione ridusse in cenere l’isola sulla quale sorgeva il vulcano e scatenò un’onda di maremoto alta 40 metri che correva alla velocità di 300 km/h. L’esplosione del Krakatoa sviluppò una potenza di 200 megatoni, ovvero 200 milioni di tonnellate di tritolo, quasi tredicimila volte più potente della bomba di Hiroshima. Lo tsunami di eccezionali dimensioni che si generò a causa dei movimenti tellurici causati dall’eruzione, si abbatté sulle coste di tutto l’Oceano Indiano, provocando, soprattutto in Indonesia, la totale distruzione di 165 villaggi e uccidendo oltre 36.000 persone. La colonna di fumo raggiunse l’altezza di 80 km sul livello del mare e furono proiettati nell’atmosfera quasi 20 km cubi di ceneri, delle quali le più fini fecero il giro del mondo per tre volte, trasportate dalle correnti. L’area ricoperta raggiunse l’incredibile superficie di quattro milioni di Km2, (tredici volte la superficie dell’Italia). Questo provocò un abbassamento medio della temperatura terrestre di 1,2 °C e per diversi mesi il cielo cambiò colore dall’Asia all’Europa. Dal 1927 un nuovo vulcano, denominato dai locali “Anak Krakatau” (figlio di Krakatoa), è emerso proprio al centro di quella che fu l’isola di Rakata prima del 1883.

Attualmente il nuovo Krakatoa è alto 813 mt ma l’intensa attività eruttiva fa crescere la sua altezza di 13 cm a settimana. Le autorità del luogo ritengono il vulcano un grave pericolo e raccomandano alla popolazione di tenersi ad almeno 3 km dall’isola, non è un azzardo ipotizzare infatti che prima o poi anche il nuovo  Krakatoa  possa rendersi protagonista di un evento parossistico al pari dei precedenti, ma, se questo avvenisse oggi, si potrebbero avere conseguenze ben peggiori a causa della densità  demografica nella zona ben più elevata rispetto al passato.

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