Terremotati: ecco che fine hanno fatto i soldi della solidarietà

Ricorderete certamente il terremoto che ha sconvolto il Centro Italia poco più di un anno fa, ebbene, ancora oggi, i terremotati non hanno ricevuto nulla. Per nulla intendiamo: lavori di sgombero (sono ancora lì le macerie), le casette promesse (ben pochi ne hanno potuto usufruire), la ricostruzione (chi l’ha vista?) e soprattutto il denaro incassato con gli sms di solidarietà degli italiani a favore dei terremotati del Centro Italia.

Terremoto Amatrice

Che fine hanno fatto i 33 milioni di euro di aiuti alle popolazioni terremotate del Centro Italia raccolti con le donazioni via sms del 45500? E’ il dubbio che attanaglia tutti gli italiani, donatori e non, che non hanno più avuto notizie dei soldi raccolti per i terremotati, men che meno i diretti interessati. Anche noi, in un articolo del 19/01/2017, abbiamo denunciato il fatto ma nessuno ha mai risposto chiaramente. Il sindaco di Amatrice Pirozzi, intervenendo sul palco di Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, ha ribadito i dubbi sulla destinazione e l’utilizzo dei soldi della solidarietà dicendo chiaro e tondo che quei soldi non sono mai arrivati a destinazione, suscitando per questo un vespaio. Chiunque ha in “gestione” i soldi raccolti ha comunque tradito la volontà degli italiani che avrebbero voluto aiutare immediatamente e concretamente i terremotati. Che solidarietà è se poi un qualcuno ne impedisce la distribuzione e l’utilizzo? E per quale misterioso motivo? In molti si sono pentiti di quel nobile gesto di solidarietà proprio per la mancanza di notizie sull’utilizzo dei fondi raccolti e questo rimette in discussione il “meccanismo della solidarietà”.

La Protezione Civile, chiamata indirettamente in causa, assicura che i soldi donati dagli italiani non sono spariti, neanche un euro, sono depositati presso la Banca d’Italia, e che questi sono nella “contabilità del Commissario straordinario”, invitando a consultare il sito della Protezione Civile dove c’è “l’elenco dei progetti approvati nella seduta del 17 luglio scorso dal Comitato dei Garanti”  e dove sono indicate anche “tutte le informazioni sul funzionamento del numero solidale 45500”. “Ogni polemica o strumentalizzazione non aiuta in alcun modo la ricostruzione e rischia di creare un clima sfavorevole alla ripartenza dei territori colpiti dal sisma”, ha commentato la commissaria per la ricostruzione del terremoto del Centro Italia, Paola De Micheli. Sì, va bene, ma perché non sono stati utilizzati per lo scopo della solidarietà dopo più di un anno dal sisma avvenuto il 24 agosto 2016? Intanto il sindaco Pirozzi sferra un altro colpo indiretto alle istituzioni ed alla Protezione Civile che fa ulteriormente riflettere. In un comunicato ufficiale il Comune di Amatrice rende noto il trasferimento di 1.663.006,53 di euro al Commissario straordinario per la ricostruzione “di alcune strutture fondamentali per la Città”. Nelle voci di spesa previste ci sono la ricostruzione dell’ospedale, dell’istituto alberghiero, della scuola. Questi fondi sono arrivati ad Amatrice grazie alla solidarietà di molti italiani che volevano aiutare direttamente la città a risorgere e Pirozzi rimarca il fatto che questi soldi sono “indipendenti dagli sms da due euro”, che poi vanno a finire altrove, frustrando così la generosità di tante persone. “Se un cittadino dona qualcosa pensando che serva ai terremotati per ripristinare un ponte, una strada, una scuola a Amatrice, Accumoli o Arquata del Tronto, e poi scopre che non è così, si sente preso in giro. Il rischio, poi, è quello che di non riuscire a credere più a nulla” ha rimarcato il sindaco.

Intanto arriva la stima ufficiale e definitiva dei danni provocati dalle scosse di terremoto che hanno colpito il Centro Italia: ammonta a 23,5 miliardi di euro. Il fascicolo relativo ai costi legati al terremoto in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo è stato trasmesso dal Dipartimento della Protezione Civile a Bruxelles per l’attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Ue, tra l’altro già richiesto il 16 novembre 2016 con una stima approssimativa dei danni. Certamente le parole del sindaco di Amatrice non sono state bene accolte dalla Protezione civile e probabilmente ci sarà una inchiesta della Procura, ma, forse, sono servite a dare una rimescolata alla situazione, a dare una “rinfrescata alla memoria” di chi deve intervenire ed ancora non lo ha fatto o lo ha fatto solo marginalmente. La cosa più importante è aiutare i terremotati a ricostruire le loro città e, la cosa sarebbe gradita a tutti gli italiani, divulgare come e quando sono o saranno spesi i soldi della solidarietà.

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