Mfkzt la polvere degli dèi

Mfkzt, così chiamata dagli antichi egizi, è una polvere bianca che avrebbe molteplici e misteriosi poteri: antigravità, distorsione spazio-tempo, panacea. Addirittura? Beh, ci sarebbe anche: ripristina DNA, rende invisibili, superconduttore, energetico, pietra filosofale, elisir di lunga vita ed altro ancora. Mfkzt era già conosciuta dagli antichi egizi, i sumeri ed altri popoli antichi, “pane bianco o di luce”, “manna”, “shem-an-na”, veniva raffigurata sotto forma di coni e “pigne”. Ma esattamente cos’è?

Egitto e mfkzt
Egitto e mfkzt

Nel 1904 W. M. Flinders Petrie e la sua spedizione, esplorando un altopiano nel Sinai, l’Horeb, oggi noto col nome di Serabit El Khadim, con lo scopo di rintracciare antiche miniere di rame, ritrovarono le rovine di un antico tempio egizio dedicato alla dea Hator risalente al 2600 a.C. Tra i 463 reperti estratti dagli scavi Petrie rinvenne alcune verghe di colore blu costituite da un materiale durissimo, due pietre coniche di 15 e 22,5 centimetri di altezza, un crogiolo usato in metallurgia e alcune tonnellate di una polvere bianca perfettamente pulita, non inquinata da altri componenti, sotterrata sotto le pietre. Polvere nominata più volte sui muri e sulle steli del tempio con il nome di “mfkzt” (si dovrebbe pronunciare “mufkuzt”). Moltissime le raffigurazioni Egiziane di questa sostanza a forma di ”cono”. Due steli risalenti ai regni di Thutmosi III e Amenonhotep III, ritrovate sul Serabit portano incisioni dove si vedono i faraoni presentare un cono agli dèi: si tratta del “pane bianco” che dona la vita e porta la “luce”, sul monte si produceva la polvere bianca e l’oro era la sua componente. Quindi Mfkzt è una bianca polvere d’oro. “Tutto qui?” direte. Continuate a leggere e ne saprete delle belle.

Il monte Serabit è l’Horeb raggiunto da Mosè, e la polvere viene nominata proprio nell’Esodo: “…prese il vitello che quelli avevan fatto, lo bruciò col fuoco, ridusse in polvere ciò che restava, sparse la polvere nell’acqua e la fece bere agli Israeliti.” (Esodo 32,20). Giuseppe Flavio scrisse nelle “antichità Giudaiche” che la sostanza bianca precipitata dal cielo era “pane bianco” chiamato “manna”. In Esodo 16:13-15 si parla della manna: “…al mattino vi era uno strato di rugiada intorno all’accampamento. Poi lo strato di rugiada svanì ed ecco sulla superficie del deserto vi era una cosa minuta e granulosa, minuta come è la brina sulla terra. Gli Israeliti la videro e si dissero l’un l’altro: «Man hu (che cos’è)?», perché non sapevano che cosa fosse. Mosè disse loro: «È il pane che il Signore vi ha dato in cibo”. Secondo la Bibbia l’Arca dell’Alleanza conteneva un vaso d’oro contenente, un omer (unità di misura biblica corrispondente a circa 2,20 lt) di manna, la verga fiorita di Aronne e le Tavole della Legge. L’Arca si circondava di uno strano alone di luce dal quale scaturivano lampi e fulmini. Le ultime tracce dell’Arca dell’Alleanza si perdono nel XIV secolo con i Cavalieri Templari come custodi, poi è sparita, anche se, probabilmente è ancora lì, nell’ultima dimora fluttuando invisibile nello spazio-tempo. Secondo la leggenda sumera, gli Annunaki, gli dèi creatori, scesero sulla Terra in cerca di una polvere d’oro per stabilizzare l’atmosfera rarefatta danneggiata del loro pianeta Nibiru. Era Mfkzt quello che cercavano?

Ma le proprietà della misteriosa polvere bianca non erano molto chiare all’epoca del ritrovamento, bisognava aspettare un avvenimento accaduto nel 1995 a Phoenix in Arizona per comprendere meglio. L’eccessiva presenza di sodio in un terreno lo rende duro e difficile da coltivare costringendo un coltivatore, tale George Radius Hudson, a introdurre nel suolo acido solforico concentrato, in modo da poterlo lavorare dopo una successiva irrigazione. Un procedimento che allunga il tempo di utilizzo del terreno. Il coltivatore invia ad un laboratorio di analisi campioni del suolo non trattati con l’acido ed ecco il verificarsi di uno strano fenomeno. Il residuo secco esposto alla luce ed al calore, genera un lampo di luce bianca, accecante e svanisce! Nel crogiuolo dove il campione è stato miscelato con del piombo rimane una amalgama densa e pesante, ma allo stesso tempo fragile che si sbriciola al colpo del martello. Dalle prime analisi sembra un composto di ferro, silicati e alluminio. Analisi più specifiche utilizzando un arco elettrico con una durata di 300 secondi, evidenziano la presenza di palladio, platino, rutenio, iridio, cioè elementi del gruppo del platino. Era stata trovata la polvere bianca, il “pane bianco”, Mfkzt.

Così a Phoenix, in Arizona, David Hudson, scopre che il terreno della sua fattoria contiene questi elementi in misura superiore di ben 7500 volte del complesso sud africano del Bushweld Igneous Complex, dove tali materiali si estraggono a 700 metri di profondità. Svolgendo un’analisi termogravimetrica sottoponendo la sostanza ad un riscaldamento di 12° e raffreddandolo di 2° al minuto, si scoprì un cambiamento. Quando mutava il suo aspetto da scuro ad uno sfolgorante bianco lucente e per poi tramutarsi in polvere il peso scendeva fino al 56% di quello iniziale; se infine si procedeva sottovuoto si trasformava in vetro riprendendo il peso primario. Al principio non si capiva dove finiva il restante 44% che non era registrato dalla bilancia. Si comprese in seguito che levitava e trasferiva la sua leggerezza anche agli oggetti con i quali veniva in contatto, che in alcuni casi, levitavano di conseguenza. Dato che la perdita avveniva quando era fortemente raffreddato si comportava come un superconduttore. I superconduttori furono scoperti nel 1986 nei laboratori IBM di Zurigo. Il lieve campo magnetico terrestre è in grado di fornire energia a un superconduttore in modo che esso leviti. Quando il peso giunge allo zero o a valori negativi significa che il superconduttore sta funzionando e si trova in uno stato di completa levitazione e in tali condizioni si comporta come un riflettore di luce che lo rende estremamente luminoso. La General Electric ha intuito che il mezzo ideale per realizzare batterie energetiche è l’utilizzo di un superconduttore monoatomico. Una volta attivato il procedimento dura per sempre. Un’energia alternativa a quella attuale, a bassi costi e senza problemi di inquinamento. Ma, come si può facilmente immaginare, un cambio troppo repentino causerebbe il crollo dell’economia di tutte le nazioni e inoltre, guarda caso, la superconduttività rientra nelle questioni considerate di “importanza strategica per la nazione”. Quindi, il solito processo denigratorio e messa in ridicolo dei risultati “non scientificamente supportati”, l’intromissione del ministero della difesa USA, il povero Hudson che aveva intuito l’affare e voleva mettersi in proprio per la produzione di Mfkzt fu ridotto sul lastrico ed impossibilitato a proseguire in quanto gli furono revocati i permessi ed il campo fu manomesso con dell’acido.

Ma intanto altri studi hanno portato a prevedere, dall’impiego della polvere monoatomica, oggi definita “materia esotica” dalla fisica, la possibilità di distorcere lo spazio-tempo. La Mfkzt risuona in una dimensione differente e in determinate circostanze diventa invisibile, dato che, quando il peso del campione tocca il valore zero, svanisce materialmente per riapparire applicando il processo inverso. La prova di ciò è stata accertata dal tentativo di disturbare e scavare la sostanza dalla padella mentre era invisibile, in modo tale che si trovasse in una nuova posizione quando si vedesse di nuovo. Questo non è accaduto – la sostanza è sempre tornata nella stessa posizione. Le discussioni sulla materia esotica e sugli “atomi invisibili” cominciarono ad apparire nelle riviste scientifiche all’inizio degli anni ’90. La fisica si riferisce allo stato di alto spin monatomico come “nuclei ad alta rotazione deformati asimmetrici”. Un soggetto correlato è la manipolazione dello spazio-tempo. Nel 1994 un annuncio sulla rivista “Classical and Quantum Gravity” che ha del sensazionale: “Oggi sappiamo che è possibile modificare lo spazio-tempo in modo da consentire ad una nave spaziale di viaggiare alla velocità prescelta tramite un espansione locale dello spazio-tempo nella sua parte posteriore, debitamente contrastata nella parte anteriore da una paritetica azione di contrazione, in un gioco di opposti dal quale scaturirebbe una velocità superiore a quella della luce”. In pratica una specie di viaggio che non richiede né tempo, né alcun dispendio di energia, dato che la sola materia da alterare sarebbe il segmento di spazio-tempo frontale rispetto al davanti dell’astronave che, traslato nel retro, garantirebbe il trasferimento. Cosa sarebbe necessario per realizzarlo? La polvere Mfkzt, che è capace di distorcere lo spazio-tempo! Un convenzionale aereo tipo Stealth non viene rintracciato dai radar ma è visibile, un secondo aereo non convenzionale può sparire in un dimensione diversa, quella superconduttiva dell’orbita della luce: il campo Mfkzt.

Naturalmente tutto può sembrare fantascientifico, irreale, come è stata definita la faccenda dalla scienza ufficiale, anche se ci sono delle ammissioni a denti stretti, ma la materia resta e gli studi effettuati anche. Questa è la storica lotta dell’uomo comune per l’acquisizione quell’antico sapere, di quella sapienza occulta, rimasta sempre al servizio di coloro che detengono il potere, non debitamente divulgata fra la gente comune, che può consentire all’intera umanità una vita migliore e senza costi. Nello specifico caso della Mfkzt anche in perfetta salute, viste le particolari proprietà curative della polvere degli dèi, se, come sembra, ha anche il potere di rigenerare il DNA permettendo una vita lunghissima.

Gli argomenti trattati in questo articolo sono tratti da varie fonti sul web.

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