Il mondo antidiluviano e le sue civiltà

Cosa c’era prima del diluvio universale? Come era il mondo antidiluviano? Esistevano antiche civiltà, antiche culture? Che fine hanno fatto? Cosa è rimasto? Cercheremo di dare delle risposte. Iniziamo col dire che secondo l’archeologia tradizionale ciò che viene definita civiltà ebbe inizio in Mesopotamia ed in Egitto circa 5000 anni fa in concomitanza con l’avvento della scrittura. Ma è così?

Uomini preistorici
Uomini preistorici

Nell’interpretazione storiografica ufficiale, quella che leggiamo sui libri di scuola o nei documenti, prima di questa importante scoperta, la scrittura, l’uomo antidiluviano fu in grado solo di organizzarsi in un insieme disordinato di tribù o piccoli villaggi neolitici dedicandosi prevalentemente a caccia e raccolta di quello che la natura offriva. L’agricoltura era sconosciuta e la vita nel villaggio antidiluviano era  estremamente semplice e si ripeteva uguale e costante da decine e decine di migliaia di anni, immutabile. Immutabile come quel gelido clima che caratterizzava le latitudini nord del pianeta durante l’ultimo periodo glaciale, da 70.000 anni fa fino a circa 20.000 anni fa. Durante l’ultima glaciazione, detta di Wisconsin-Wurm, l’Europa era ricoperta da una coltre di ghiacci spessa 2000-3000 metri che dal polo Nord scendeva fino alla latitudine di Londra. I ghiacciai rappresentano una riserva di acqua dolce «fissata» in forma solida, che pertanto veniva sottratta al normale ciclo che lega i mari all’atmosfera e ai continenti attraverso i processi di evaporazione e di precipitazione, di conseguenza durante le glaciazioni i mari regrediscono, mentre il contrario avviene nei periodi postglaciali.

Al culmine dell’ultima glaciazione l’abbassamento marino arrivò fino a 200 metri circa, tant’è che 20 mila anni fa, ad esempio, laddove oggi troviamo lo Stretto di Bering esisteva una continuità di terre che collegava l’America settentrionale all’Asia. In Italia la pianura padana si estendeva per tutta la parte settentrionale dell’ Adriatico. Le terre di Doggerland sostituivano l’attuale Mare del Nord, chilometri e chilometri quadrate di terre oggi sommerse dalle acque del mare erano a disposizione delle popolazioni umane del tempo antidiluviano, tra cui il mare prospiciente l’isola di Bimini, quella di Yonaguni, del golfo di Khambat e il Mar Nero era un grande lago di acqua dolce circondato da una enorme fertile depressione. Durante questo lungo periodo di tempo, dai 75-100000 ai 12000 anni fa, l’uomo inizia come nomade cacciatore/raccoglitore e, secondo la storia ufficiale, non progredisce, con uno sviluppo tecnologico e socio-culturale pressoché nullo limitato a una migliore lavorazione della pietra di selce o di rudimentali armi per cacciare. Poi, appunto, 12000 anni fa, l’ultima glaciazione finisce, sembra anche in maniera abbastanza repentina, il clima mondiale cambia e l’uomo, che per centomila anni ha passato il suo tempo cacciando e raccogliendo ciò che la natura aveva da offrire, scopre nel giro di pochi millenni, allevamento, agricoltura, scrittura, astronomia, matematica, metallurgia, cultura, gerarchia, politica e costruisce le prime città-stato conosciute dalla storia, in Mesopotamia, nella Valle dell’Indo e in Cina.

Dite che c’è qualcosa che stona? Sembra evidente a quasi tutti. Come è possibile in primo luogo che quegli stessi uomini che hanno trascorso gli ultimi centomila anni a cacciare o raccogliere frutta e bacche qua e là, improvvisamente giungano a raggiungere un livello tecnologico e socio-culturale tale da consentire loro la costruzione di città e di edifici che nulla hanno a che invidiare alle più moderna architettura e che anzi, in taluni casi risulterebbero impossibili anche con la nostra tecnologia? Per fortuna negli ultimi anni sono sorte altre teorie e non solo le quali considerano l’ipotesi che la nascita delle civiltà sulla Terra sia molto più antica di quanto storicamente riconosciuto. I sostenitori di queste teorie pensano che nel periodo antidiluviano, prima dell’evento chiamato oggi “diluvio universale”, quasi universalmente riconosciuto come un periodo di sconvolgimenti e catastrofi di portata eccezionale, che ebbero luogo dal 12.000 al 9.000 a.C., e che coincisero con la fine della glaciazione di Wisconsin-Wurm, si fossero sviluppate delle civiltà in varie zone del pianeta. Queste civiltà, che forse erano in contatto tra loro per via marittima, avrebbero conosciuto l’agricoltura e avrebbero raggiunto importanti risultati nell’astronomia e nella matematica. Teorie? No, vi sono anche fonti scritte e ritrovamenti archeologici che lo testimoniano.

Lista reale babilonese
Lista reale babilonese

Le fonti scritte sono tante, ma le più conosciute sono la “lista dei re sumeri”, la Bibbia (Genesi), i manoscritti del Mar Morto, e la Storia di Babilonia di Berosso. Tutte queste fonti narrano di re leggendari che governarono durante tempi lunghissimi. Il primo di questi re dovrebbe essere stato Alulim, re di Eridu, che secondo Berosso governò a partire da 432.000 anni prima del suo tempo. Berosso (Babilonia, 350 a.C. circa – 270 a.C. circa) è stato un astronomo e astrologo babilonese,  sacerdote di Bei Marduk, vissuto tra il IV ed il III secolo a.C., noto per aver composto in greco la Storia di Babilonia. La lista dei re babilonesi inizia da 432.000 anni prima di Berosso e finisce con il diluvio universale. Anche Abideno (storico greco antico, scrisse probabilmente intorno al 200 a.C.) ci riporta alcune notizie di Berosso sui re Caldei e sul Diluvio: “Tutto ciò che segue riguarda la saggezza dei Caldei. Si dice che il primo re del paese fosse Alorus, e che egli rese pubblico un rapporto con cui Dio lo aveva nominato Pastore del popolo: egli regnò dieci sari. Attualmente un “sarus” é stimato essere mille seicento anni, un “neros” seicento anni, un “sossus” sessanta anni. Dopo di lui Alaparus regnò tre sari: gli succedette Amillarus proveniente dalla città di Pantibiblon, che regnò tredici sari, in quei tempi arrivò dal mare un secondo “Annedotus” un semi-demone molto simile nella forma ad Oannes: dopo Amillarus regnò Ammenon per dodici sari, che era della città di Pantibiblon: quindi Megalarus, della stessa città, regnò diciotto sari: quindi Daos, il Pastore, governò per un periodo di dieci sari, egli era di Pantibiblon, nel suo tempo quettro esseri dalla doppia forma arrivarono dal mare alla terra, i loro nomi erano Euedocus, Eneugamus, Eneuboulus e Anementus: in seguito, durante il tempo di Eudoreschus apparve un altro Anodaphus. Dopo questi regnarono altri re, l’ultimo dei quali fu Sisithrus: così che in tutto furono dieci, e il periodo totale dei regni ammontò a centoventi sari”.

Dei sumeri
Dei sumeri

Tutto questo ci porta inevitabilmente a Sitchin e gli Anunnaki, gli dei del cielo arrivati sulla Terra circa 450.000 anni fa dal loro pianeta Nibiru (dal lavoro di traduzione di Sitchin delle antiche tavolette sumere), ai tempi di Enki e di Enlil e la città di Eridu, al tempo in cui i primi homo sapiens compaiono sulla scena del pianeta, circa 300mila anni fa, ai tempi dei biblici gli Elohim (o angeli caduti), Adamo ed Eva e dei loro figli Abele e Caino e la prima discendenza dei cosiddetti “uomini famosi”. Vi sono poi altre fonti, come per esempio il papiro di Torino o la pietra di Palermo, dalle quali si evince che non solo nell’area mesopotamica, ma anche lungo la valle del Nilo, governarono numerosi re nel periodo antidiluviano. Naturalmente gli storici tradizionali hanno negato la veridicità e l’accuratezza di questi testi, confinandoli nella leggenda. Ma c’è da notare che durante il lunghissimo periodo glaciale (da 110 a 11 millenni or sono), il livello dei mari era più basso rispetto all’attuale fino a 160 metri (secondo alcuni climatologi fino a 200 metri), è possibile ipotizzare che probabili civiltà nel periodo antidiluviano si siano sviluppate in luoghi costieri che oggi sono completamente sommersi dalle acque marine. Esistono delle evidenze, o resti archeologici di civiltà scomparse sotto i mari. Le più importanti sono: i muri di Bimini, le città sommerse di Canopus e Herakleion nella costa egiziana di Aboukir, i ritrovamenti archeologici nei fondali antistanti la città di Alessandria d’Egitto, le evidenze archeologiche trovate nelle coste indiane prospicenti Khambat e Bet Dwarka, e il monolito giapponese di Yonaguni, enigmatico monumento sommerso scoperto nel 1987 dal subacqueo Kihachiro Aratake. Nella zona di Yonaguni, facente parte delle Isole Ryukyu, sono stati trovati dei resti umani risalenti a circa 18,000 anni fa e nell’isola di Okinawa sono stati trovati resti risalenti a circa 32.000 anni fa. Ma anche il ritrovamento di alcuni “strani” oggetti o manufatti ritenuti “impossibili”, i cosiddetti “ooparts”, le vestigia di antiche città dove l’impossibile è di casa, come Gobekli Tepe, testimonierebbero l’esistenza di una antica tecnologia.

Diluvio universale
Diluvio universale

Ma cosa è successo alla fine del periodo antidiluviano? Nella descrizione del Diluvio, sia quello biblico che quello delle altre culture, la violenza e repentinità dell’inondazione furono la causa della morte della maggior parte degli esseri viventi. Si può dedurre che lo scioglimento dei ghiacci che avvinghiavano l’emisfero boreale 10.000 anni fa si siano sciolti in breve tempo a causa di un evento apocalittico che innalzò le temperature di molti gradi nel circolo polare artico. Miliardi di miliardi di metri cubi di acqua si riversarono negli oceani creando onde anomale immense che fecero il giro del mondo spazzando via qualsiasi cosa e riversando miliardi di chilometri cubici di acqua nella vallata del Mar Nero sulle cui sponde vivevano certamente comunità umane ‘preistoriche’ (o presunti tali). E’ abbastanza logico ritenere che sulle sponde di un lago d’acqua dolce così vasto siano fiorite diverse comunità umane. Ma, appunto a un certo punto, sarebbe ceduta la diga naturale in corrispondenza dell’attuale Bosforo, che isolava il Mar Nero dal Mar Mediterraneo salato: un’immensa cascata si sarebbe riversata nel lago, il cui livello si sarebbe sollevato con estrema rapidità, sommergendo tutti gli abitati umani. A conferma di ciò, le ricerche di Walter Pitman, geofisico del Lamont-Doherty Earth Observatory a Pasadena, confermano l’evento di una inondazione catastrofica dell’area del Mar Nero come evento storico.

E’ possibile forse che l’uomo durante l’ultima glaciazione non fosse una bestia stupida, né scarsamente evoluta tecnologicamente, come viene comunemente descritto. L’uomo antidiluviano possedeva invece tecnologie e strutture sociali avanzatissime ed aveva eretto imperi nelle fasce tropicali ed equatoriali del pianeta dove il clima rendeva prospera e fertile la terra. In Egitto, in Indonesia, in India ed in America Centrale (e forse anche in qualche continente, adesso, sommerso) grandi nazioni vivevano un’epoca d’oro. Con il diluvio il genere umano perse tutta la tecnologia e le conoscenze accumulate fino a quel momento, per vivere, nei seguenti millenni, un oscuro e lunghissimo neolitico, recuperando piano piano le antiche conoscenze che l’hanno portato ai livelli di oggi.

Share
Precedente Le previsioni di Nostradamus per il 2019 Successivo Rilevati altri FRB (lampi radio veloci): ET chiama?

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.