La fortezza megalitica di Sacsayhuamán

Sacsayhuamán si trova a circa 2 chilometri da Cusco, capitale dell’antico impero Inca, in Perù, ad una altitudine di 3700 mt e si estende per 3.093 ettari. Il nome della fortezza megalitica significa letteralmente “falco soddisfatto” e, secondo l’archeologia ufficiale, sarebbe stata costruita dagli Inca tra il 1438 e il 1500 circa, anche se nessuno sa esattamente quando come chi e perché, i lavori durarono circa 70 anni e furono utilizzati 20.000 lavoratori.

Sacsayhuamán 1
Sacsayhuamán 1

Sacsayhuamán è così peculiare per via della grandezza di molte pietre che furono incastrate con una precisione inimmaginabile. Risulta quasi inesplicabile per noi capire come gli Inca (se effettivamente sono stati loro) poterono tagliare ed incastrare con tale precisione le pietre, per cui tra una e l’altra non passa la lamina di un coltello. Il grandioso complesso presenta un triplice ordine di cinte murarie a zig-zag, lunghe circa 400 metri, realizzate con enormi massi di pietra (porfido e andesite), connessi con grande precisione. La muraglia principale è formata da pietre alte 6 metri, larghe circa 2,5 metri che possono pesare tra le 90 e le 200 tonnellate. Secondo alcuni studiosi il sito è molto più antico ed era originalmente molto più esteso, la testa, unita al complesso della città di Cusco, formava la figura di un puma sdraiato, era una città megalitica che riproduceva esattamente la capitale dell’antico regno di Atlantide, scomparso in seguito ad immani terremoti e inondazioni.

Sacsayhuamán 5
Sacsayhuamán 5

Purtroppo dall’arrivo degli spagnoli e fino a qualche anno fa, il sito di Sacsayhuamán è stato manomesso e molte pietre piccole e medie sono state asportate per essere utilizzate per costruire case e chiese a Cusco, oltre a modificare la struttura della città stessa. Nel 1533 i conquistadores, facenti parte dell’esercito di Pizarro, giunsero al Cusco e rimasero attoniti di fronte a tale immenso monumento megalitico, dalle mura ciclopiche e pesantissime. Gli spagnoli si domandarono come fosse stato possibile, per gli indigeni Inca, che disconoscevano l’utilizzo di carrucole, utilizzavano poco la ruota e non conoscevano il ferro, trasportare massi pesanti fino a 200 tonnellate, smussarli in modo s’incassassero perfettamente l’uno sull’altro e sollevarli per sistemarli uno sull’altro. Queste domande, antiche di ben 500 anni, sono ancora attuali. Si è calcolato che alcune pietre pesino fino a 200 tonnellate, mentre il volume totale delle tre mura è di ben 6000 metri cubi. Nessun studioso ha fornito prove sufficienti ed esaustive su come sia stata costruita Sacsayhuamán e soprattutto su quale fu la sua funzione. Nessuno inoltre sa realmente quando fu costruita, anche se ultimamente l’archeologia ufficiale ha indicato che indigeni della cultura Killke avrebbero costruito l’imponente struttura nel 1100 circa.

Sacsayhuamán 3
Sacsayhuamán 3

Il famoso metodo di datazione chiamato carbonio 14 funziona solo in presenza di materiale organico, ma non è in grado di datare il periodo nel quale si costruì un monumento. In effetti è strano che i macigni siano incassati perfettamente l’uno con l’altro, in modo che nemmeno la lama di un coltello possa passarvi attraverso. Come fu possibile costruire qualcosa di così perfetto senza i moderni strumenti di costruzione e taglio, né la forza motrice, che apparve solo nel XIX secolo? Innanzitutto bisogna considerare il problema del trasporto di massi così grandi. Secondo alcuni ricercatori i macigni più pesanti (di andesite), si trovavano già nel sito di Sacsayhuamán, ma se così fosse, bisogna sempre spiegare come furono sollevati per essere posti, ed incassati, uno sull’altro. In caso invece di cave situate in luoghi distanti da Sacsayhuamán, come furono trasportati i massi? Non disponendo di carri, né di animali da soma come buoi o cavalli, si pensa che i massi più pesanti possano essere stati fatti scorrere sopra tronchi d’alberi sostenendoli con spessi cordami (stessa supposizione fatta per i Moai dell’Isola di Pasqua). Ma fu così?

Sacsayhuamán 4
Sacsayhuamán 4

Una volta raggruppati i macigni nel luogo dove sarebbe poi stata costruita la struttura, si procedette a smussare i massi per poterli incassare gli uni con gli altri. Gli antichi costruttori devono aver utilizzato delle mazze di pietra più dura dell’andesite, in modo da procedere a levigare la sommità di ciascun macigno e farlo combaciare con un altro. Esiste anche la teoria di una pianta che, mischiata ad altre sostanze naturali, renderebbe la pietra facilmente malleabile, come fosse del pongo, utilizzato dai bambini per giocare. Secondo alcuni ricercatori gli antichi abitanti dell’altopiano erano in possesso di alcune tecniche di alchimia che permettevano appunto di modellare la roccia a piacimento per poi renderla nuovamente durissima. Secondo una leggenda ricorrente presso Cusco, Padre Jorge Lira dimostrò negli ultimi anni del XX secolo che la tecnica per rendere le pietre malleabili era reale e si basava sull’utilizzo di una pianta chiamata jotcha. Sembra però che il sacerdote non riuscì ad indurire nuovamente il masso. In ogni caso i suoi esperimenti non furono mai supportati da controprove scientifiche e l’intera storia rimase sempre nascosta dentro ad un alone di mistero.

Sacsayhuamán 2
Sacsayhuamán 2

Anche se si ammette che gli antichi costruttori di Sacsayhuamán riuscirono ad lavorare i macigni in modo da farli incassare l’un l’altro, rimane sempre l’enigma di come riuscirono a sollevarli per poterli sistemare uno sull’altro. Usarono l’altra leggendaria tecnica delle onde sonore? O erano dei Giganti? Anche se si riuscirà un giorno a spiegare esaustivamente come fu costruito Sacsayhuamán, rimarrà sempre il dubbio del perché e del quando fu eretto. Si pensa che questa fortezza fu costruita molto prima di Cusco, la struttura megalitica probabilmente era il centro di una cittadella che si estendeva ben oltre i limiti dell’attuale parco archeologico. Gli antichi costruttori probabilmente appartenevano alla cosiddetta civiltà megalitica americana che si sviluppò in Sud America poco dopo il diluvio universale, a partire dal nono millennio prima di Cristo. Questa è un’altra struttura megalitica misteriosa ed inspiegabile che ci arriva da un antico popolo che aveva tecniche e conoscenze oggi perdute.

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