Ere e cicli della Terra e della umanità

La Terra ha una età di 4,5 miliardi di anni, la vita sul nostro pianeta è stata caratterizzata da ere e cicli diversi, con vari cataclismi ed estinzioni. La nascita e l’evoluzione della vita sulla Terra è stata classificata dagli Studiosi Accademici in rigidi “scompartimenti” basati su dati scientifici ritenuti ufficiali, sulle fatidiche “prove tangibili”, ignorando però totalmente quei ritrovamenti archeologici degli ultimi decenni che ne mettono in discussione l’intera impalcatura.

Ma la storia è veramente quella che raccontano? Cosa è successo? La storia si può realmente dividere ere e cicli? Quali sono state? La divisione “esoterica” più corrente della storia è quella che attribuisce al cammino dell’umanità quattro tappe o età o Yuga. Così dall’India alla civiltà greco-romana, si sussegue l’insegnamento tradizionale dell’esistenza di un passato “ripartito” in quattro Età:

1- Età dell’Oro (Krita Yuga)

2- Età dell’Argento (Treta Yuga)

3- Età del Bronzo (Dwapara Yuga)

4- Età del Ferro (Kali Yuga), quella in cui ci troviamo ora.

Quanto durava un’era? Cosa succedeva alla fine di ere e cicli? Una “confluenza” indolore in una successiva o un passaggio con qualche intervento traumatico, come tutte le mitologie del mondo ci hanno tramandato? Qui vi sono varie interpretazioni. In India, simbolicamente, si dice che la somma delle 4 Età è di 12.000 anni e che questa è l’età degli dei. Nelle “Leggi di Manu” è stato scritto che Krita dura 4.800 anni, Treta 3.600, Diwapara 2.400, Kali 2.200, per un totale di 12.000 anni. La proporzione tra le durate attribuite a ciascuna età è la stessa che vi è tra 4,3,2,1. Manusmṛti o Mānava-Dharmaśāstra (tradotto in italiano come Le leggi di Manu) è uno dei trattati hindu di diritto che raccolgono le regole del vivere umano secondo il dharma (leggi, diritti e doveri). L’opera è scritta in sanscrito ed è databile fra il II secolo a.C. e il II secolo d.C. Sebbene sia il risultato del lavoro di diversi autori, viene attribuita dalla tradizione a Manu, mitico figlio di Brahma, capostipite dell’umanità.

Costellazioni zodiacali
Costellazioni zodiacali

Tornando ad ere e cicli, se consideriamo il punto di vista astronomico, dobbiamo ricordare che il punto vernale della Terra (corrispondente all’equinozio di primavera) si “sposta” di un grado ogni 72 anni. Questo significa che per compiere un giro completo di 360°, l’asse terrestre impiegherà 360 x 72 = 25.920 anni, che corrisponde al “grande anno precessionale” o “anno platonico”. Un mese di questo anno vale 72 x 30 = 2.160 anni (che si considera il tempo in cui la Terra figuratamente “staziona” in una “era zodiacale”). Seguendo questa linea è possibile un collocamento temporale delle epoche ed una loro attribuzione a una serie di segni zodiacali permette di decifrarle simbolicamente. Da ricordare che le ere zodiacali hanno una sequenza inversa a quella dei conosciuti segni zodiacali. La sequenza dei segni zodiacali parte dall’Ariete, poi Toro, Gemelli, fino ai Pesci, la sequenza delle ere parte dai Pesci, poi Acquario, Capricorno, fino all’Ariete, Attualmente noi siamo nell’era dei Pesci e la Terra vi rimarrà fino al 2.160 quando poi entrerà in Acquario.

Lo studioso Paul Le Cour ha osservato e collegato in questa maniera: il simbolismo del Toro, caro ad Egiziani, Cretesi, Caldei e Assiri, nel periodo compreso tra il 4.320 e il 2.160a.C.; quello dell’Ariete nel periodo faraonico che va dal 2.160 a.C. fino alla nascita di Cristo; quello dei Pesci, che copre da quest’ultimo Evento fino al 2.160 d.C. circa. Ricostruendo con lo stesso criterio siamo arrivati al 10.800 a.C. una data che molti indicano come l’anno della fine di Atlantide o la costruzione della Sfinge di Giza, l’era del Leone.

da anno ad anno Era
10.800 a.C. 8.640 a.C. Leone
8.640 a.C. 6.480 a.C. Cancro
6.480 a.C. 4.320 a.C. Gemelli
4.320 a.C. 2.160 a.C. Toro
2.160 a.C. 0 Ariete
0 2160 Pesci
2160 4.320 Acquario

Ricordando la proporzione tra le durate delle varie età (4,3,2,1) secondo le Leggi di Manu, otteniamo: 25.920 : 4 = 6.480; 6.480 x 3 = 19.440; 6.480 x 2 = 12.960; 6.480 x 4 = 25.920. In totale abbiamo 64.800 anni, che corrisponderebbe alla durata di un ciclo dell’umanità. Qual’è la finalità dei cicli? L’evoluzione umana. Ogni razza definisce un “momento” dell’evoluzione umana e in un certo senso la sua età. Ogni ciclo è costellato da cataclismi cosmici che ne distruggono le sedi geografiche allorché le razze che vi abitavano avevano terminato il proprio “ruolo”. I Maya immaginavano la vita come un grande cerchio in cui gli avvenimenti passati si sarebbero verificati di nuovo, la famosa data del 21/12/2012 non era altro che la fine di una era dell’umanità (non come erroneamente per decenni si disse che sarebbe stata la fine dell’umanità) ed allo stesso tempo l’inizio della nuova era. Ere e cicli che si susseguono con nuove conquiste o riconquiste “dimenticate” delle ere passate.

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