Cambiamenti climatici causeranno la nuova Apocalisse

Si torna a parlare di cambiamenti climatici ed in modo sempre più allarmante per tutti noi, il nuovo rapporto prevede per il 2100 uno scenario apocalittico. Il nuovo rapporto della Intergovernmental Panel for Climate Change delle Nazioni Unite, che verrà presentato in modo completo il 25 settembre a Monaco, prevede una Apocalisse a livello planetario con circa 280 milioni di sfollati, i migranti climatici.

Cambiamenti climatici
Cambiamenti climatici – Eventi estremi

L’Intergovernmental Panel On Climate Change (IPCC) è il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici. È stato istituito nel 1988 dalla World Meteorological Organization (WMO) e dall’United Nations Environment Program (UNEP) come uno sforzo da parte delle Nazioni Unite per fornire ai governi di tutto il mondo una chiara visione scientifica dello stato attuale delle conoscenze sui cambiamenti climatici e sui suoi potenziali impatti ambientali e socio-economici. Migliaia di scienziati di tutto il mondo contribuiscono al lavoro dell’IPCC, su base volontaria. Attualmente 195 paesi sono membri dell’IPCC. Rappresentante dell’IPCC in Italia è Sergio Castellari, membro dell’INGV e del CMCC. Filippo Giorgi ne ha fatto parte dal 2002 al 2008, quale unico scienziato italiano.

Cambiamenti climatici - Desertificazione
Cambiamenti climatici – Desertificazione

Tornando al rapporto sui cambiamenti climatici, la salute della Terra è a grave rischio ed è già attualmente bersagliata da fenomeni climatici estremi come tornado e tempeste sempre più violente, siccità estrema in alcuni Paesi e catastrofiche inondazioni in altri. Già sono in atto fenomeni migratori di persone in cerca di cibo e di acqua fuggendo dai luoghi dove ha perso tutto il poco che aveva. Paragonando il flusso migratorio attuale dall’Africa verso l’Italia e l’Europa di poche centinaia di migliaia di individui, il futuro disegnato dal rapporto è terrificante! Potrebbero essere almeno 280 milioni (o forse più) i migranti climatici, da tutte le parti del mondo, Asia e Africa in testa ma anche l’America e la stessa Europa. Un numero di persone immenso, che potrebbe comportare conseguenze sociali ingestibili su scala mondiale. Basti pensare alla necessità di occupare nuovi territori e alla richiesta di risorse alimentari e idriche, che continuano a ridursi a ritmi drammatici. Non è difficile immaginare che si potrebbe arrivare a vere e proprie guerre per la sopravvivenza.

Il problema principale dei cambiamenti climatici è l’innalzamento della temperatura della Terra dovuta all’effetto serra che genera sconvolgimenti climatici e scioglimento dei ghiacci e conseguentemente l’innalzamento del livello dei mari. A questi livelli potrebbero sparire numerose città costiere e gran parte della terraferma potrebbe essere divorata dagli oceani. Dalla fine del XIX secolo la temperatura media della Terra è aumentata di 1° centigrado, ma entro la fine del 2100 si potrebbe arrivare a un aumento di 2-3° centigradi, questo comporterà lo scioglimento di almeno il 30% del permafrost dell’emisfero settentrionale, il ghiaccio perenne. I fenomeni estremi si moltiplicheranno di intensità anche di 2/3 volte causando sempre più enormi danni e distruzioni. L’Accordo di Parigi sul Clima prevede di arrestare questo aumento della temperatura, nella migliore delle ipotesi, a 1,5° centigradi, riducendo l’emissione dei gas serra. Ma gli USA, per bocca del suo Presidente Trump, si sono già chiamati fuori dagli accordi, quindi continueranno a immettere veleni nell’atmosfera incuranti del grave problema. “Se riscalderemo il pianeta anche solo di 2° centigradi, entro il 2100 saremo solo all’inizio della fine con un consistente innalzamento del livello dei mari, oltre ai disastri atmosferici” ha dichiarato il dottor Ben Strauss, scienziato a capo del Climate Central.

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