Le meraviglie di Saqqara in Egitto

L’antico Egitto ha sempre qualcosa di misterioso e meraviglioso da mostrarci e uno dei luoghi più misteriosi è Saqqara, nei pressi della città di Menfi. Bellezza architettonica “impossibile” e antica tecnologia perduta mischiate a mistero sono gli ingredienti con i quali l’antico Egitto ci ha sempre meravigliato ed incuriosito.

Serapeo di Saqqara - sarcofago 1
Serapeo di Saqqara – sarcofago 1

L’antico Egitto è spesso ricordato per le piramidi, ma a Saqqara, nei pressi della città di Menfi, a circa 20 km dalla piana di Giza e dalle piramidi, vi sono delle costruzioni incredibili che lasciano il visitatore e gli egittologi meravigliati ed increduli. Iniziamo da un tempio, il cosiddetto Serapeo. Un Serapeo era un tempio dedicato alla divinità greco-egiziana Serapis, che combinava gli aspetti di Osiride e Apis. Gli egittologi ritengono che questo luogo sia stato costruito circa 3.300 anni fa dal faraone Ramses II. Si pensa che le gallerie scavate nel fianco della montagna siano state realizzate da Jaemuaset, figlio di Ramses II. Secondo gli egittologi, poiché i tori erano onorati come dèi, gli egiziani deposero nelle camere laterali delle gallerie grandi sarcofagi di granito del peso di circa 100 tonnellate ciascuno, per mantenere i resti mummificati dei tori di Apis venerati come incarnazioni del dio Ptah. Questa almeno la teoria, perché in pratica quando il Serapeo fu scoperto non vi era alcuna mummia dentro questi grandi sarcofagi ed i coperchi erano tutti spostati, come se fossero stati aperti.

Serapeo di Saqqara - sarcofago 2
Serapeo di Saqqara – sarcofago 2

Nei cunicoli del Serapeo di Saqqara vi sono 24 sarcofagi che misurano oltre 3 metri di altezza e 4 di lunghezza, e oltre 2 di profondità, con un peso di circa 100 tonnellate ciascuno, realizzati in granito massiccio progettati con tale precisione che nemmeno oggi si potrebbe fare meglio. Come hanno fatto gli antichi egizi a costruire e posizionare i 24 sarcofagi strani e sinistri, sepolti in un sistema di strette caverne sul fianco di una collina, a 20 km a sud della Grande Piramide di Giza? E perché? La capacità di tagliare la pietra, con una precisione assoluta è così notevole che alcuni esperti hanno concluso che non era possibile che siano stati costruiti dagli egizi ma che questi ultimi li trovarono e se ne appropriarono. Costruiti da chi? Come hanno fatto a trasportare ed incastrare i sarcofagi negli stretti cunicoli del Serapeo? Il vero scopo e la funzione di questi oggetti rimangono poco chiari, ma devono essere stati molto importanti poiché furono tagliati con tale precisione da rimanere a tenuta stagna per molti millenni.

Serapeo di Saqqara - sarcofago 3
Serapeo di Saqqara – sarcofago 3

Il tempio o Serapeo fu scoperto nel 1850 da Auguste Mariette, che era andato in Egitto per collezionare manoscritti copti, ma poi si interessò ai resti della necropoli di Saqqara. Casualmente vide la testa di una sfinge che sporgeva dalle mutevoli dune di sabbia del deserto, la ripulì dalla sabbia, e fu così che scoprì che quella statua era solo la prima di una lunga serie di sfingi che costeggiava il viale d’ingresso che portava ad una struttura sotterranea costituita da diversi tunnel scavati nel sottosuolo. Mariette usò gli esplosivi per ripulire le rocce che bloccavano l’ingresso del cosiddetto Serapeo. Ma quei grandi contenitori squadrati (sarcofagi) che si trovano inseriti in cavità che sono solo poco più grandi di loro, hanno tutta l’aria di essere lì da molto tempo prima, costruiti da qualcuno che non apparteneva alla civiltà dell’Antico Egitto. E soprattutto, non contenevano di certo delle mummie o resti di tori. Curiosa anche la disposizione dei sarcofagi, come tutta la struttura.

Serapeo di Saqqara - mappa
Serapeo di Saqqara – mappa

Le modalità costruttive utilizzate per realizzare i sarcofagi di Saqqara sono abbastanza stupefacenti. All’esterno non sono proprio perfetti, ma all’interno hanno angoli di 90 gradi precisi. La pietra è levigatissima, i coperchi non sono semplici lastre e ognuno presenta o delle cavità o delle protuberanze, come se ci fosse qualcosa attaccato, magari che li collegava l’uno all’altro. Come sono stati messi in quelle piccole nicchie che per lo più hanno il pavimento ribassato? Sono pesantissimi, spostarli deve aver richiesto uno sforzo improbo e ingiustificato. Perché non costruire cavità più grandi? E come hanno fatto a portarli fin lì? Il granito usato non è uguale per tutti i sarcofagi: ne sono stati impiegati di diversi tipi, tutti però molto duri. Gli egiziani non possedevano strumenti in grado di lavorare una pietra così dura e con tanta precisione. Ci sono poi i due sarcofagi “fuori posto”. L’impressione che si riceve osservandoli è che qualcuno stesse tentando di portarli via e non di metterli dentro le nicchie. Come se, in un tentativo di fuga, alla fine avesse dovuto desistere dal suo intento. Ma come potevano portarli via? In ogni caso hanno portato via il presunto prezioso contenuto di quei contenitori: i coperchi infatti erano tutti parzialmente aperti. Nel complesso, è chiaro che questa parte del cosiddetto Serapeo è antecedente al resto e aveva una destinazione d’uso forse diversa. Quale? Non lo sappiamo, ma sono state fatte anche ipotesi in tal senso.

Ḗ possibile che i misteriosi sarcofagi di Saqqara siano manufatti costruiti da quella stessa civiltà progenitrice dell’Egitto (Atlantide? Alieni?) e questo spiegherebbe perché qualcuno cercò di rimuoverli, forse di salvarli, di portarli via, in vista di una grande catastrofe imminente o solo per appropriarsi del contenuto (non certo mummie di tori). Cosa c’era dentro quei sarcofagi che non erano sarcofagi? Forse dispositivi tecnologici, qualcosa che poteva produrre energia o produrre suoni, o chissà che altro che non possiamo nemmeno immaginare perché quella tecnologia è ormai perduta. Magari gli antichi egizi e la civiltà evoluta da cui discendono avevano delle tecnologie avanzate, tipo una specie di laser per tagliare e levigare le pietre ed il granito (come noi facciamo oggi con l’acciaio ed il ferro) e una tecnica per spostare e sollevare enormi pesi (levitazione sonora?). Sono sempre e solo ipotesi, ma valide quanto l’idea poco convincente che dentro una struttura così ampia si potessero mettere le mummie dei tori, decisamente sproporzionata al resto. Torna alla mente la Grande Piramide o Piramide di Cheope, anch’essa vuota, senza ornamenti, senza mummie e con un enorme sarcofago di granito rosa (anch’esso vuoto) misteriosamente collocato nella cosiddetta “camera del Re”. A cosa serviva il tutto? Come sempre, quando parliamo di antico Egitto, i misteri si moltiplicano.

Tomba di Ptah-hotep a Saqqara - alieno
Tomba di Ptah-hotep a Saqqara – alieno

Altre meraviglie si possono trovare a Saqqara, come la Piramide a Gradoni di Zoser, considerata come il primo grande monumento in pietra dell’antichità. In direzione nord-ovest, verso il Serapeo, circa a metà strada, si trova la mastaba o tomba di Akhet-hotep e Ptah-hotep. Rispettivamente padre e figlio, furono entrambi sovrintendenti dei sacerdoti e dignitari di prestigio alla fine della V dinastia, nel 2400-2300 a.C. circa. La loro mastaba comprende varie stanze. Nelle camere sepolcrali, di oltre 4000 anni fa, si possono contemplare alcuni tra i più bei rilievi dipinti dell’antico Egitto. Uno mostrerebbe nella parte bassa una strana figura che in molti hanno classificato come la figura di un alieno. E sembra proprio un alieno, come a confermare i già noti sospetti di collegamento tra gli antichi egizi e gli alieni. Ma qualcuno, scettico, usando una alta risoluzione dell’immagine del dipinto, afferma che è tutt’altra cosa.

Forse è un po’ una delusione per chi crede nella figura aliena di Saqqara, ma viene fuori che l’alieno che appare nella pittura della mastaba di Ptah-hotep sarebbe semplicemente un vaso di fiori. I grandi occhi allungati, in particolare, corrisponderebbero alle foglie verde scuro, mentre la fronte sarebbe un fiore di loto schiuso. Sarà così? Ma sono tante le pitture e le incisioni dell’antico Egitto che testimoniano di una storia ben diversa di quella che ufficialmente si vuole raccontare e che puntualmente vengono sminuite e ridicolizzate (pareidolia, vasi strani e bizzarri, disegni fantasiosi) per mantenere il dogma storico e la figura operaia certosina con martelletto e scalpellino in bronzo degli antichi egiziani e degli schiavi che spostano e sollevano con corde e forza braccia tonnellate e tonnellate di macigni misteriosamente squadrati e levigati. Ma non si può ammettere che, forse, potessero avere tecnologie avanzate oggi perdute e dimenticate, no, ci sarebbe da riscrivere un bel pezzo di storia antica, forse anche tutta…

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